Sentiero che sale e che scende mentre noi già avevamo la nausea

La lunga dormita sembra averci rimesso in forze, e ci sentiamo pronti ad affrontare la giornata di cammino.
L’obiettivo odierno è Nunthala, che sarebbe stata la nostra meta di ieri.

Facciamo colazione nella zona lounge annessa alla nostra camera, forse la stanza più lussuosa di tutto il mio viaggio in Nepal, e alle 8 siamo pronti a partire.
Siamo circa a quota 2500 metri, il panorama è boscoso ma anche fortemente antropizzato, con vari terrazzamenti adibiti a coltivazione. Il cielo è coperto ma si sente in continuazione un grande traffico aereo in direzione dell’aeroporto di Lukla.
La prima parte del sentiero è in dolce pendenza, e la temperatura è gradevole, per cui riusciamo a prendere bene il passo anche se ancora un po’ indeboliti.

Alle 9:30 arriviamo a Ringmu (2720 m), un paese che più di altri mi dà l’impressione di essere un paese di montagna, con costruzioni che ricordano quelle delle nostre Alpi e qualche bel praticello verde. Ci fermiamo a prendere un tè.
Da qui il sentiero inizia a salire più ripidamente, fino ad arrivare a toccare quota 3000 nei pressi di una stupa. Ecco, lo svantaggio di questi primi giorni di trekking di avvicinamento a Lukla è che si continua a salire e scendere inutilmente, guadagnando anche migliaia di metri di dislivello ma perdendoli tutti nel giro di poche ore tornando all’altitudine di partenza.
E infatti ecco che torniamo a scendere verso Nunthala, a quota 2330 mt, che raggiungiamo poco prima delle 13. Decidiamo di fermarci per pranzo in una bella guest house con la sala da pranzo affacciata su un piccolo giardino e sulla strada principale.
Prendo un piatto di noodles così grande che non riesco nemmeno a finire, nonostante siano il mio primo vero pasto da giorni. Fortunatamente Liv ha con sé un piccolo tupperware dove posso conservare gli avanzi.

Io mi sento bene, Liv un po’ meno ma è comunque ok. Decidiamo di provare a proseguire verso Jubing, paesino a soli 5 km di distanza e a quota 1680 metri, quindi tutto in discesa.
Il sentiero scende attraverso un bosco ombroso ed è molto bello, ma poco tempo dopo la partenza sia io che Liv iniziamo a riaccusare nausea. Forse siamo stati un po’ troppo ottimisti e non avremmo dovuto camminare così tanto oggi. Ma in realtà secondo me l’errore è stato solo pranzare.

Decidiamo di fermarci al primo lodge che troveremo, che a giudicare dalle indicazioni che abbiamo dovrebbe essere a circa un chilometro da noi, nei pressi di un fiume.
È così, appena arriviamo a fondo valle vediamo subito due guest house situate nei pressi di un ponte sospeso. Il villaggio di Jubing è appena dall’altra parte, ma ci arriveremo domani.

Faccio una doccia fredda attingendo acqua da un bidone, e già che ci sono sciacquo pure qualche vestito. Decidiamo di cenare con una zuppa di verdure che, non si sa bene perché, arriva due ore dopo che la ordiniamo. Mangiamo e andiamo a letto.

Strava.

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