
A Namche Bazar, primo paese di questo trekking sopra quota 3000 metri, è caldamente consigliato un giorno di acclimatamento, quindi oggi si sta fermi qui.
Stefano, Chiara e Zach sono arrivati qui un giorno prima di noi, quindi per loro oggi è il momento di ripartire. Zach però è un tipo molto loquace e sta soffrendo molto l’assenza di un compagno di cammino che parli la sua madrelingua e lo ascolti. Ha quindi deciso di fermarsi un giorno in più per unirsi a me e Liv, che non solo parla la sua stessa lingua ma è pure sua connazionale!
Stefano e Chiara invece sono irremovibili sul ripartire oggi: hanno delle restrizioni di tempo e budget per cui non possono permettersi di perdere un giorno.
La giornata passa molto tranquilla: mi sveglio alle 7 ma resto due ore a letto a non fare nulla. Più tardi faccio un giro per Namche per fare alcuni acquisti essenziali prima di avventurarmi nelle zone più remote di questa regione. Tra le altre cose cambio i lacci degli scarponi, che ormai sono a brandelli e tenuti assieme da vari nodi, e compro dei tappi per le orecchie, perché Liv russa in maniera assurda. Oltre a questo mi rifornisco di un po’ di snickers, burro d’arachidi e frutta secca.
Quando gli altri si svegliano andiamo a visitare l’Everest Museum inaugurato ieri da Messner, per poi passare il resto della giornata tra vari bar del paese.
Nel primo in cui vado, assieme a Zach, una tazza di tè costa più di 2 euro, ma un intero piatto colazione, comprensivo di bevanda, ne costa solo 5. Nonostante avessi appena mangiato mi trovo costretto a scegliere la seconda opzione.
Ci spostiamo poi in un altro bar dove Zach estrae la sua scacchiera e giochiamo una partita (che perdo). Zach, che sta viaggiando da 7 mesi, si è appassionato di scacchi in India e ha comprato una scacchiera da viaggio. A giudicare da questo primo match siamo circa allo stesso livello, quindi credo ci divertiremo!
Bene, non è successo altro in questa giornata. Parliamo dunque di ciò che succederà nei prossimi giorni.
Il principale trekking di questa zona è sicuramente quello del campo base dell’Everest. È un percorso piuttosto semplice e a tratti noioso: si parte da Lukla, si passa da Namche e si prosegue per 4-5 giorni fino al campo base. Da lì si torna indietro lungo lo stesso percorso. Inoltre la meta stessa del campo base è poco gratificante: da lì nemmeno si vede l’Everest!
Per questa serie di motivi questo trekking mi era stato sconsigliato, facendomi preferire il circuito dell’Annapurna. Come già spiegato in precedenza ero comunque intenzionato a raggiungere l’EBC, motivo per cui sono venuto in Nepal per due mesi a fare entrambi i trekking.

Quando avevo iniziato a studiare il percorso verso l’EBC mi ero interrogato sulla possibilità di superare uno dei passi segnati sulla mia cartina in prossimità del campo base e scavallare così in una diversa vallata per avere un cambio di scenario sulla via del ritorno. Si trattava però di passi di montagna ad oltre 5000 metri, e non sapevo se fossero realmente praticabili.
Una volta arrivato a Kathmandu avevo però scoperto che c’era effettivamente un percorso battuto che passava per questi passi, formando un anello che collegava, oltre al campo base, anche i laghi di Gokyo, un’altra rinomata meta della regione.
È il trekking dei Tre Passi, che richiede circa tre settimane di tempo ed un impegno fisico maggiore del semplice trekking del campo base.
Quando avevo conosciuto Liv sul tetto dell’ostello a Pokhara avevamo entrambi espresso il desiderio di fare questo trekking. Nei primi giorni di cammino, quelli in seguito all’intossicazione alimentare, avevamo brevemente pensato di ridimensionare i piani e di reindirizzarci sul semplice trekking del campo base. Nel momento di massimo sconforto avevamo addirittura pensato che saremmo solo arrivati a Lukla da dove avremmo preso un volo per tornare a Kathmandu.
Ma ora siamo finalmente guariti e tornati in forma, quindi nulla più si oppone tra noi e il Trekking dei Tre Passi!
Nei primi giorni seguiremo il trekking standard per l’EBC, ma una volta superato il villaggio di Dingboche ci addentreremo in una vallata secondaria fino a Chhukhung, per poi raggiungere il campo base dopo aver superato il primo passo, Kongma La, a quota 5535. Da lì ci riconnetteremo al sentiero per il campo base all’altezza di Lobuche.
Una volta raggiunto l’EBC torneremo indietro fino a Lobuche, per proseguire da lì verso il passo di Cho La. Questo ci porterà nella vallata dei laghi di Gokyo, un posto che sembra essere bellissimo. Un amico di Zach che è stato qui qualche settimana prima di noi gli ha detto che avrebbe voluto avere più giorni a disposizione per fermarsi lì.
Resta poi l’ultimo passo, Renjo La, dopo il quale si percorre l’ultima vallata fino a tornare a Namche Bazar. Da lì c’è un’unica via di ritorno: quella che porta all’aeroporto di Lukla o, con un paio di giorni extra, alla strada dove si può prendere la jeep.
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