L’inglese a volte è una lingua infida. Altre volte è una lingua che si dimostra estremamente simpatica.
Eccovi un esempio.
Stamattina sono andato a lavorare, e dopo essermi messo la divisa ho salutato un collega che si trovava con me nello spogliatoio e mi sono diretto al piano di sopra, dove c’è la cucina.
Ah, sì, ho trovato lavoro come pizzaiolo.
Ho salutato il mio collega, dicevo. Ed era mia intenzione dirgli “Ci vediamo di sopra”.
Avrei dovuto dire “See you upstairs”, mi siccome era mattina* ed ero mezzo addormentato mi è uscito un improbabile “See you su”.
Ora, la cosa fantastica di tutto questo è che il suono di questa mia improbabile affermazione è pressoché identico a “See you soon”. E quindi wow, ho detto una cosa sensata!
Grazie lingua inglese!
Un altro magico esempio, questa volta non legato alla mia incapacità di formulare una frase sensata, è quando qualcuno si scusa con me.
Ora, siccome io sono una persona a volte socialmente incapace, se succede qualcosa per cui qualcuno si deve scusare con me, per uno strano meccanismo idiota ANCH’IO mi scuso con questa persona.
Ma qui l’inglese mi viene in aiuto, perché se quella persone mi dice “Sorry”, io ci metto un attimo a trasformare il mio “Sorry” in un “It’s all right” (una risposta pertinente).
*Mattina: momento della giornata in cui comincio a lavorare. In questo caso le ore 15 del pomeriggio. Che poi in Italia è mattina, quindi che volete?
Ciao.
Ho scritto delle cose, ma non ho voglia di rileggerle per pubblicarle, quindi al momento niente post.
Potete però consolarvi con questo magico video di me che bevo Coca Cola.
Avete presente la pubblicità della Coca Cola Zero, in cui le lingue giganti bevono appunto Coca Cola Zero pensando che sia Coca Cola normale e poi arriva l’occhio a dirgli che non lo è e loro gli dicono che il gusto è lo stesso?
Ecco, è una stronzata.
In questo video, grazie alla preziosa collaborazione di Lorenzo Mazzi (che è venuto a salutarmi mezzora prima che partissi per l’Australia) proviamo a vedere cosa succede se si mettono a confronto Coca Cola, Coca Cola Light e Coca Cola Zero.
È quasi un mese che sono qui in Australia. Non è pazzesco?
In questo lasso ti tempo sono entrato in possesso di numerosi oggetti.
Ecco una review dei più interessanti:
Dall’angolo in alto a Sx: Auricolari
Una tizia se li è dimenticati sull’autobus. COSO
Questo aggeggio è la fantascienza. In pratica è un coso che da una parte si attacca al tuo telefono/lettore musicale, e dall’altra estremità si attacca a QUALSIASI COSA. E trasforma qualsiasi cosa in un amplificatore. Incredibile.
Si chiama Vibration Speaker, se volete cercarlo nell’internet. L’ho comprato all’EKKA. Medaglia della mezza maratona di Brisbane
Come ho detto qualche post fa, l’iscrizione a questa gara mi è stata regalata, e io l’ho corsa con somma gioia.
Una cosa pazzesca è che la medaglia è uguale a quella della maratona vera e propria, quindi volendo potrei anche spacciarla per tale. Maglietta e pettorale della mezza maratona
Come sopra. Libri
C’è una libreria nel centro di Brisbane che vende libri a prezzi stracciati. Ogni volta che ci passo compro qualcosa. Fila sotto: Bicchiere del Mc Dovete sapere che la mia amica Sofia ci tiene molto al fatto che mentre sono via io mangi con criterio. Pertanto le ho detto che ogni volta che mangerò in un fast food le scriverò. Anzi, le ho detto che le scriverò SOLO quando mangerò in un fast food. E siccome io ci tengo molto a scriverle spesso, vado molto spesso al Mc Donald.
Dopo aver corso la mezza maratona, che se ricordate cominciava alle 6 di mattina, mi sono ritrovato con una domenica intera da riempire come meglio mi pareva.
Ho quindi deciso di andare sulla Gold Coast.
Arrivato là avevo una discreta fame, e pertanto sono andato al mc.
Siccome, appunto, avevo appena corso parecchio, ho deciso che potevo reintegrare le energie con un Mc Menù completo. E per farla ricca l’ho preso Large.
E così ho scoperto che con ogni Mc Menù grande regalavano un bicchiere. Regalo segreto per mia sorella
Cosa sarà mai?
L’ho comprato all’EKKA. 40 cent
Trovati per terra. Rispettivamente prima 10 cent (davanti a un KFC), poi 15 a una fermata dell’autobus, poi 5 e 10 per strada. (la saga dei soldi per terra è destinata a continuare con avvincenti colpi di scena!). Borraccia
Mi serviva una borraccia.
Prossime puntate:
Cose che non avevo prima di venire in Australia – Parte 2
Cose che ho portato in Australia e non ho ancora usato
Venerdì scorso sono andato all’Ekka, che è tipo l’esposizione annuale di tutti gli agricoltori e allevatori dello stato del Queensland (che è noto appunto per essere uno stato di agricoltori e di allevatori).
Presente la classica fiera con la competizione a chi ha la mucca che fa più latte o la zucca più grossa? Ecco, una roba così.
Siccome era una cosa abbastanza grossa il giorno prima l’avevo passato a studiare il programma per essere sicuro di non perdermi le cose più interessanti.
In realtà lo studio del programma non mi ha preso più di due minuti, perché appena l’ho aperto l’occhio mi è cascato su un’attività che si chiamava “Talking with dinosaurs“, quindi senza nemmeno chiedermi cosa fosse ho deciso che sarei andato là.
Giunto allo stand dei dinosauri ho potuto ammirare un po’ di ossa di dinosauri e scambiare quattro chicchere con una paleontologa australiana. Dopodiché ho assistito appunto alla conferenza “Talking with dinosaurs”, che era principalmente una cosa per bambini, ma chissene, i dinosauri spaccano.
La cosa fantastica è che proprio a fianco allo stand dei dinosauri c’era lo stand della lego, con un Lego Certified Professional, che è la traduzione inglese di “Lavoro più figo del mondo”. E quindi niente, ho scambiato due parole anche con questo tizio.
Dopodiché sono andato un po’ in giro per i vari stand, a fare cose e a vedere gente.
Verso sera sono andato a uno stand che vendeva cibo per ordinare un hamburger.
Ed è qui, cari amici, che ho raggiunto il punto più alto (finora) di questo viaggio.
Dunque, io avevo ordinato un Bacon Cheese Burger (giusto per stare leggero), ma mi è stato dato un panino con dentro uova e pancetta. Io me ne sono accorto dopo un paio di morsi e sono tornato indietro a farmelo cambiare.
E quindi ho ottenuto un panino in più aggratis. Gioia infinita.
In tutto questo la cassiera era la sosia sputata della Florencia, e io l’ho guardata così O_o per tutto il tempo e lei non ha ovviamente capito perché. (aveva anche i capelli rossi, quindi era veramente aggiornata!)
Subito dopo sono andato a vedere un concerto di una county band locale che suonava lì. E siamo diventati superamici! Dopo il concerto il cantante mi ha invitato nel backstage e abbiamo chiaccherato un po’ (io gli ho raccontato del Complesso Architettonico e anche degli House of All).
Infine sono andato a vedere lo spettacolo di fuochi artificiali che c’è ogni sera (l’Ekka dura tipo 10 giorni) e che devo dire è stato il migliore che io abbia mai visto.
Roba pazzesca!
Ovvero come ho corso una mezza maratona che non ero assolutamente preparato a correre
Una delle prime cose che ho controllato quando ho deciso di venire a Brisbane è stata la data della maratona.
E ho scoperto che era appena due settimane dopo il mio arrivo.
Chiaramente non ero pronto per correrla con così poco preavviso, perché ultimamente non è che stessi correndo tantissimo.
Poi ho controllato il costo dell’iscrizione e mi sono messo il cuore in pace, visto che costava parecchi soldi.
Poi però succede che conosco delle persone fantastiche e che una di queste mi ha regalato l’iscrizione, e quindi a quel punto che potevo fare?
Nulla, se non iscrivermi alla mezza maratona di Brisbane.
Sì, mezza perché veramente, io correre zero nell’ultimo periodo.
E in queste prime due settimane qui in Australia ho ricominciato a correre.
Ma complici le mille cose da fare e il fatto che qui è inverno e il sole tramonta alle 17 (e l’idea di andare a correre di notte in posti che non conosco non è che mi entusiasmi parecchio) non è che sia riuscito a combinare grandi cose.
E così sono andato a correre tipo 4-5 volte e sempre per 30-40min, non correndo mai più di 7 km.
Una mezza maratona è lunga tre volte tanto.
C’è di più! Non capisco bene per quale motivo logico, ma la mezza maratona (assieme alla maratona, la corsa da 10km e altre gare che si tenevano lo stesso giorno) iniziava alle 6 di mattina.
Di solito, almeno in quelle a cui ho preso parte, si comincia alle 9.
Alle 6 dicevo.
E quel giorno il sole sorgeva alle 6:29, per dire.
E gli autobus, essendo domenica, cominciavano a girare alle 8*.
Quindi, non essendoci altre possibilità, domenica mi sono svegliato alle 3:30, e mi sono incamminato a piedi verso il luogo della partenza, che si trovava a ben 8 km di distanza.
Durante tutto il tragitto, come prevedibile, continuavo a pensare “Ma chi me l’ha fatto fare?”.
Pensiero che se ne è magicamente svanito non appena mi sono trovato sulla linea di partenza.
Perché ragazzi, le maratone (o mezze, o quello che volete) sono una figata. La carica che si prova sulla linea di partenza è veramente una roba eccezionale.
Siccome sapevo di non essere minimamente in forma per una gara del genere, e siccome sapevo che i miei tempi di quando ero in forma si aggiravano attorno a 1h 55m (non fantastici nemmeno questi c’è da dire), stimavo un tempo finale di 2h 20m.
In ogni caso dalla mia avevo l’esperienza, e sapevo che se volevo avere qualche possibilità di arrivare con dignità alla fine dovevo dosare bene le mie forze.
Quindi, facendo mio il motto “Festina Lente”, ho cominciato a correre seguendo il metodo degli “intervalli al passo”, che prevede di fare tipo 5 minuti correndo e un minuto camminando.
Io, facevo 30-40 secondi ogni 5 minuti.
Che magari a voi sembra una cazzata, ma è una cosa che ha fatto miracoli.
I kilometri della gara se ne sono scivolati via come nulla fosse, veramente.
Al 7° km, quando durante gli allenamenti smettevo di correre, stavo benissimo.
Al 14° mi è quasi venuta voglia di correre l’intera maratona.
Al 16° ho annullato gli intervalli al passo e ho cominciato a correre molto più velocemente di quanto non avessi mai fatto in allenamento.
E chiaramente ho recuperato un casino di posizioni.
E niente, alla fine ho chiuso in 2h 04m, che ok, non è un tempo eccezionale, ma considerando le premesse è veramente una cosa pazzesca.
Quindi ecco, soddisfazione pazzesca per una mezza maratona corsa veramente “da manuale”.
*Non tutti gli autobus, sia chiaro. Qui gli autobus vanno 24h no stop, ma chiaramente a regime ridotto.
La sera prima della corsa ho passato un’ora intera cercando di trovare un metodo per arrivare alla partenza, ma niente da fare, non c’era nessuna possibilità.
A me piace pensare di essere una persona con un ottimo senso dell’orientamento.
E più o meno è così, dai. (fortunatamente le peggiori figure di merda in campo di orientamento le ho fatte quando ero da solo)
Qui in Australia è diverso.
Qui in Australia orientarsi (mi) è impossibile.
Anzitutto il sole, a mezzogiorno, è a Nord, e non a Sud.
E già con questo io proprio ciao.
E poi proprio in generale, il Sud sembra il Nord. Che se io prendo l’autobus la mattina, per andare in centro, credo di andare verso Sud e invece sto andando verso Nord.
Assurdo.
E cosa è successo l’altro giorno?
È successo che ho preso l’autobus sbagliato.
A mezzanotte.
E sono finito in un quartiere completamente diverso.
Ringraziando il mio magico telefono e il suo nuovissimo e costosissimo piano internet (40$ al mese + 2$ di sim per un totale di sì, avete capito bene, 42$) ho localizzato la mia posizione, e quando ho realizzato che ero nel nulla più totale ho preso la decisione.
Ho fatto come mio nonno, e sono andato a casa a piedi.
8 km nella periferia e nella notte australiana.
Che non è che sia poi così male, solo che è un continuo di rumori inquietanti.
Assurdo.
Ad un certo punto ho visto quello che pensavo essere un falco.
Poi mi sono detto “Un falco? Di notte?”.
Era un pipistrello.
Enorme.
E niente, dopo un’ora di inquietudine sono giunto a casa.
Ah, tutto questo tragitto l’ho fatto correndo, perché a camminare mi stufo.
Ieri sera invece ho incontrato un opossum. Che bello!
BONUS
Pare assurdo, ma qui in Australia sono più vicino a Berlino che a Verona… Controllate un po’…
Un post noioso come un volo di 18 ore.
Anzitutto ci tengo a precisare che il mio sedile era il numero 46G. Quindi se consideriamo che nel volo Milano-Dubai ero seduto al 38K, mediamente ho viaggiato seduto nella fila 42. Sia messo agli atti.
Detto ciò torniamo alla caldissima Dubai, da dove partiva il mio volo.
Dopo aver recuperato il bagaglio e averlo checkato per il volo successivo, ho passato i controlli e sono andato ai gate ad aspettare la partenza.
Mentre aspettavo ho passeggiato per il duty free, e ci tengo a dire che il duty free dell’aeroporto di Duabi è grande tipo come Verona.
Tale luogo mi ha anche regalato un magico momento WTF, quando in un raccoglitore per le offerte per non so che cosa ho visto ciò. Per onor di cronaca vi informo che io partivo dal terminal 3, costruito nel 2011, 9 anni dopo l’uscita di scena della lira. Mistero.
Veniamo ora al volo.
Il temuto volo per l’Australia.
Diciotto ore di volo.
Una cosa pazzesca.
Avrò fame? Avrò sete? Avrò sonno?
Preso da questi terribili dubbi sono andato a mangiarmi un panino al Burger King dell’aeroporto.
C’è da dire che i fast food a Dubai costavano così poco che quasi spiaceva non andarci (tipo 4 euro per un menù completo).
Ecco, questo potrebbe essere stato un errore, perché poi sul volo ci hanno coperti di cibo. Ma vabbé.
Sull’aereo sono capitato un mezzo a una combo terribile di posti a sedere, ovvero il tipo a fianco a me che era un panzone che sbordava nel mio sedile e la tipa davanti a me che ha abbassato il sedile nell’esatto istante in cui si è spenta la luce delle cinture e non l’ha più alzato per tutto il volo (nemmeno per mangiare).
Il volo è stato anche caratterizzato dalla presenza del sosia sputato di @pieromod.
La vasta selezione di film presenti sull’aereo mi ha permesso di guardare Skyfall, che tutti ne parlavano così bene e invece meh.
Dopodiché ho riguardato Lo Hobbit, che era lì che mi chiedeva di farlo.
L’aereo faceva scalo a Singapore, e a me era stato garantito che non ci avrebbero fatti scendere dall’aereo. E invece l’hanno fatto, facendoci pure prendere i bagagli.
E quindi mi è toccato starmene per mezz’ora nel terminal di Singapore.
A Singapore erano le 10, che per me che venivo da Dubai erano le 6, che per me che venivo dall’Italia erano le 4. Una cosa che neanche ci si crede.
Al momento del reimbarco ho assistito a una cosa stupidissima.
In pratica, eravamo già al gate quando ci avevano fatti scendere dall’aereo, e ovviamente non siamo usciti dall’aeroporto.
Bè, al momento di risalire ci hanno ricontrollato i bagagli. Direttamente al gate.
Già qui la cosa mi è sembrata abbastanza stupida, ma il top è che mi hanno sequestrato la bottiglietta d’acqua che avevo comprato al duty free di Duabi e che era stata con me sull’aereo fino a quel momento. Assurdo.
Ripartiti da Singapore non è che sia cambiato molto. Stesso posto, stesse persone intorno.
Ad un’ora dall’arrivo ci hanno consegnato l’attesissima schedina per i controlli aeroportuali in Australia.
Io, essendo imparanoiato da mesi e mesi di visone di Airport Security (su DMAX, canale 52), ho dichiarato che avevo più o meno qualsiasi cosa, così, giusto per stare tranquilli.
E qui arriva la delusione ragazzi! I controlli aeroportuali sono tutta fuffa! In pratica SE hai dichiarato qualcosa ti mandano in un angolino dell’aeroporto dove c’è lo scanner (io chiaramente sono andato là), ma tutti gli altri(quelli che non hanno dichiarato nulla) li fanno uscire senza problemi.
Ok, concludiamo questo post con il primo impatto in assoluto con l’Australia.
Anzitutto il freddo inverno.
Io arrivavo in pantaloncini corti e t-shirt da Duabi e… si stava bene. E sono arrivato alle 22 di sera, eh. Pazzesco.
Come prima cosa sono andato al bancomat per prendere un po’ di contanti, e… non ha funzionato.
Ho provato un paio di volte, ho provato anche a cambiare macchinetta ma niente. Panico Niente soldi a 16000 km da casa.
Mi dico: “Intanto prendo il taxi, e lo pago con la carta di credito, poi vedo…”.
Prendo il taxi.
Il taxista parla con l’accento australiano più forte che io abbia mai sentito.
E in più credo avesse anche qualche difetto di pronuncia.
Non si capiva NULLA.
Mi dico: “Se tutti parlano così sono F.O.T.T.U.T.O.”.
Arrivo alla casa della famiglia che mi ospiterà per le prime 4 settimane, e scopro che il cancello è stato distrutto da qualcosa.
Panico.
E così si conclude la seconda parte.
Suspense!
Stasera dormirò all'aeroporto di Orio al Serio in attesa di prendere l'aereo per Berlino domani alle 6. Non ho mai dormito in un aeroporto, quindi non so come possa essere questa esperienza.
Però ho dormito in un sacco di altri posti scomodi che vi posso elencare, quindi, in esclusiva per voi lettori del mio blog, ecco la classifica dei posti più scomodi in cui io abbia mai dormito
5° Posto Pavimento di camera mia a Venezia Il 5° posto è anche il più recente. In pratica, quando è venuta la Phlo a trovarmi a Venezia, io ho dormito sul pavimento. Le motivazioni sono complesse. Comunque quando l’ho fatto ho dimenticato che in casa avevamo dei materassi aggiuntivi. Quindi ho dormito sul pavimento.
4° Posto Stazione di Pordenone Ho dormito nella stazione di Pordenone il 5 giugno del 2006. In realtà la data è molto a caso ma più o meno siamo lì spero. Io e mia sorella eravamo andati a vedere il concerto dei Jethro Tull e il primo treno utile per tornare a casa era tipo alle 5 di mattina. Inoltre al concerto aveva piovuto parecchio e quindi eravamo pure bagnati fradici. Ci siamo messi a dormire sul pavimento della sala d’aspetto e tutto è filato liscio finché alle 3 di notte non è arrivato un poliziotto. Cotale poliziotto ci ha visti in uno stato talmente pietoso che ci ha lasciati dormire lì.
3° Posto Via della Conciliazione a Roma Avete presente quando è morto il Papa e c’era quella fiumana di gente che andava a vederlo morto? Ecco, ci sono andato anch’io. Le motivazioni sono molteplici e sfaccettate. Un giorno farò outing su questa faccenda. Comunque ecco, eravamo lì in coda per entrare a San Pietro e io stavo tipo crollando dal sonno. Ad un certo punto ci hanno comunicato che avevano chiuso gli ingressi della chiesa per tipo un’ora (il motivo è che dovevano ridare colore al Papa) e quindi la coda sarebbe rimasta ferma. Quindi ci siamo messi a dormire a un lato della strada, davanti a un passo carrabile.
2° Posto Casa sul lago della Mariachiara Di questo ne ho già parlato nel post di capodanno del 2009. In pratica sono andato a questa festa a casa della Mery, sul lago. Di notte ha nevicato a bomba, quindi sono dovuto restare lì a dormire. Solo che quando io ho deciso di andare a dormire tutti i posti migliori erano già stati presi. Quindi ho dormito sul pavimento, incastrato tra una persona, un comodino e una porta che continuava ad aprirsi. La mattina dopo la mia schiena non era molto felice. Neanche io ero molto felice. Anzi, sì, perché c’era la neve.
1° Posto Monte Baldo Ebbene eccoci giunti al top della classifica. In realtà la dormita che ho fatto su Monte Baldo non è stata terribile, anzi, ho dormito piuttosto bene. Il problema è dove ho dormito. Dunque, ero in uscita scout e dovevamo andare al Telegrafo e dormire là. Solo che, non si capisce bene come, ci siamo persi. E quindi abbiamo camminato per qualcosa come 6 ore prima di capire che non stavamo andando da nessuna parte e di decidere di fermarci a dormire alla cazzo sulla nuda roccia. E quindi ci siamo raggruppati tutti e abbiamo dormito sul questo costone della montagna. Era inverno. E c’era vento. Ma io ho dormito da dio.
Stupitevi con codesta immagine della mia incasinata scrivania…
Matitata ieri sera alle 20 e 30 e chianta oggi duarante fisica…
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