Un post noioso come un volo di 18 ore.
Anzitutto ci tengo a precisare che il mio sedile era il numero 46G. Quindi se consideriamo che nel volo Milano-Dubai ero seduto al 38K, mediamente ho viaggiato seduto nella fila 42. Sia messo agli atti.
Detto ciò torniamo alla caldissima Dubai, da dove partiva il mio volo.
Dopo aver recuperato il bagaglio e averlo checkato per il volo successivo, ho passato i controlli e sono andato ai gate ad aspettare la partenza.
Mentre aspettavo ho passeggiato per il duty free, e ci tengo a dire che il duty free dell’aeroporto di Duabi è grande tipo come Verona.
Tale luogo mi ha anche regalato un magico momento WTF, quando in un raccoglitore per le offerte per non so che cosa ho visto ciò. Per onor di cronaca vi informo che io partivo dal terminal 3, costruito nel 2011, 9 anni dopo l’uscita di scena della lira. Mistero.
Veniamo ora al volo.
Il temuto volo per l’Australia.
Diciotto ore di volo.
Una cosa pazzesca.
Avrò fame? Avrò sete? Avrò sonno?
Preso da questi terribili dubbi sono andato a mangiarmi un panino al Burger King dell’aeroporto.
C’è da dire che i fast food a Dubai costavano così poco che quasi spiaceva non andarci (tipo 4 euro per un menù completo).
Ecco, questo potrebbe essere stato un errore, perché poi sul volo ci hanno coperti di cibo. Ma vabbé.
Sull’aereo sono capitato un mezzo a una combo terribile di posti a sedere, ovvero il tipo a fianco a me che era un panzone che sbordava nel mio sedile e la tipa davanti a me che ha abbassato il sedile nell’esatto istante in cui si è spenta la luce delle cinture e non l’ha più alzato per tutto il volo (nemmeno per mangiare).
Il volo è stato anche caratterizzato dalla presenza del sosia sputato di @pieromod.
La vasta selezione di film presenti sull’aereo mi ha permesso di guardare Skyfall, che tutti ne parlavano così bene e invece meh.
Dopodiché ho riguardato Lo Hobbit, che era lì che mi chiedeva di farlo.
L’aereo faceva scalo a Singapore, e a me era stato garantito che non ci avrebbero fatti scendere dall’aereo. E invece l’hanno fatto, facendoci pure prendere i bagagli.
E quindi mi è toccato starmene per mezz’ora nel terminal di Singapore.
A Singapore erano le 10, che per me che venivo da Dubai erano le 6, che per me che venivo dall’Italia erano le 4. Una cosa che neanche ci si crede.
Al momento del reimbarco ho assistito a una cosa stupidissima.
In pratica, eravamo già al gate quando ci avevano fatti scendere dall’aereo, e ovviamente non siamo usciti dall’aeroporto.
Bè, al momento di risalire ci hanno ricontrollato i bagagli. Direttamente al gate.
Già qui la cosa mi è sembrata abbastanza stupida, ma il top è che mi hanno sequestrato la bottiglietta d’acqua che avevo comprato al duty free di Duabi e che era stata con me sull’aereo fino a quel momento.
Assurdo.
Ripartiti da Singapore non è che sia cambiato molto. Stesso posto, stesse persone intorno.
Ad un’ora dall’arrivo ci hanno consegnato l’attesissima schedina per i controlli aeroportuali in Australia.
Io, essendo imparanoiato da mesi e mesi di visone di Airport Security (su DMAX, canale 52), ho dichiarato che avevo più o meno qualsiasi cosa, così, giusto per stare tranquilli.
E qui arriva la delusione ragazzi!
I controlli aeroportuali sono tutta fuffa! In pratica SE hai dichiarato qualcosa ti mandano in un angolino dell’aeroporto dove c’è lo scanner (io chiaramente sono andato là), ma tutti gli altri(quelli che non hanno dichiarato nulla) li fanno uscire senza problemi.
Ok, concludiamo questo post con il primo impatto in assoluto con l’Australia.
Anzitutto il freddo inverno.
Io arrivavo in pantaloncini corti e t-shirt da Duabi e… si stava bene. E sono arrivato alle 22 di sera, eh. Pazzesco.
Come prima cosa sono andato al bancomat per prendere un po’ di contanti, e… non ha funzionato.
Ho provato un paio di volte, ho provato anche a cambiare macchinetta ma niente. Panico
Niente soldi a 16000 km da casa.
Mi dico: “Intanto prendo il taxi, e lo pago con la carta di credito, poi vedo…”.
Prendo il taxi.
Il taxista parla con l’accento australiano più forte che io abbia mai sentito.
E in più credo avesse anche qualche difetto di pronuncia.
Non si capiva NULLA.
Mi dico: “Se tutti parlano così sono F.O.T.T.U.T.O.”.
Arrivo alla casa della famiglia che mi ospiterà per le prime 4 settimane, e scopro che il cancello è stato distrutto da qualcosa.
Panico.
E così si conclude la seconda parte.
Suspense!
![]()


La sedia di legno è molto comoda. E poi è di legno, quindi è calda e accogliente.
La Sedia dal Design Figo (o almeno penso che l'intento fosse questo) Ma Che Si Rivela Essere Un Epic Fail è un caso alquanto bizzarro, soprattutto per il fatto che si trova in un'università di architettura. In pratica questa sedia ha un design all'avanguardia, ma se poi andiamo a guardare bene è stata così mal progettata che tutte (e dico tutte) le sedie di questa tipologia hanno dei punti "deboli" dove
Siamo giunti al pezzo forte!
Questa sedia è molto comune non solo nella mia università ma addirittura nel mondo intero.
