Terreno franabile

La frana

Ieri sera ho scoperto che tutti i miei compagni di viaggio sono concordi nel prendere un autobus per Tatopani nella giornata odierna, saltando interamente questa sezione di sentiero, che ormai coincide con la strada è non è più piacevole come agli inizi.
Da Tatopani, tappa obbligatoria perché lì ci sono delle famose terme, prenderemo poi un altro bus per Pokhara.
Questo significa che ieri è stata la tappa finale del trekking e nemmeno lo sapevo!
La cosa mi rende comprensibilmente un po’ malinconico.

Ci svegliamo prestissimo per tornare a fare il bagno alla cascata. Sono le 7:20 e il bus è alle 8, quindi restiamo poco tempo a mollo (anche perché l’acqua è gelida).
Facciamo velocemente ritorno in ostello per prendere gli zaini e sulla via incontriamo Anouk e Rose, anche loro dirette a Tatopani con lo stesso autobus.
Sono circa 3 ore di bus per arrivare a destinazione, ma dopo un’ora e mezza troviamo la strada completamente sbarrata da una frana, con un gran traffico di auto e bus bloccati da entrambi i lati.
Ci dicono che ci potrebbero volere alcune ore prima che la strada riapra. Inoltre, a giudicare dal gran numero di vetture imbottigliate, anche quando il traffico tornerà a fluire ci vorrà un bel po’ prima che arrivi il nostro turno di passare.
Nel migliore dei casi sono almeno un paio d’ore d’attesa, per poi riprendere lo scomodissimo viaggio in bus.
È praticamente lo stesso tempo che ci vorrebbe a piedi, e visto che c’è un sentiero praticabile sul versante opposto della vallata non ci pensiamo due volte: riprendiamo gli zaini e siamo di nuovo in cammino!

È un bella camminata tra i villaggi, in un ambiente che ricorda quello dei primi giorni del trekking. Dopo circa un’ora di cammino ricominciamo a vedere il traffico scorrere sul lato opposto della valle: la strada è stata aperta molto prima del previsto!
Arriviamo a Tatopani (1190 m) in poco più di due ore e appena dopo il nostro bus: ci ha battuti per un soffio!
Ma almeno abbiamo camminato e ci siamo guadagnati il relax delle terme che questo villaggio ha da offrire (tato vuol dire caldo e pani vuol dire acqua in nepalese).

Prendiamo alloggio in una guest house un po’ decadente, ma molto pittoresca ed economica. Tale guest house pare avere anche una cucina tipica molto fornita, pertanto ordiniamo subito il pranzo e già che ci siamo prenotiamo anche la cena.
Finito di mangiare è il momento di andare alle terme, ma proprio in quel momento inizia a piovere. Non è un grosso problema visto che comunque ci stiamo andando a bagnare e, anzi, la pioggia rende l’acqua termale ancora più piacevole!

Bellissimo pomeriggio di festa alle terme. Oltre al mio gruppo (di cui sono rimasti solo Jack, Fred e Ryan: Maaike doveva tornare in fretta a Pokhara e ha continuato sul bus) ci sono anche Anouk, Rose, Joe e un gruppo tutto femminile di ragazze che abbiamo incrociato qualche volta sul sentiero.
Verso le 19:30 torniamo in guest house dove ci hanno preparato la cena, che consiste in una specie di momos giganti. Il piatto ci viene servito accompagnato da una salsa piccantissima che proviamo a mangiare con scarsi risultati tra le risa dei nostri ospiti.
Davvero, una delle cose più piccanti abbia mai mangiato.

Strava!

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