Altri due giorni a Kathmandu

La mia seconda visita a Kathmandu è stata solo una breve toccata e fuga a metà strada sulla via verso la regione dell’Everest, luogo del prossimo trekking.

Alle 4:45 Jack mi ha svegliato dicendomi che il bus era arrivato a Kathmandu.
Recuperiamo i nostri zaini dal bagagliaio (scopro che il mio si è un po’ strappato e soffro come se mi fossi tagliato io) e ci incamminiamo verso l’ostello mentre inizia ad albeggiare.
Quando arriviamo è ancora troppo presto per fare il check-in, quindi ci accampiamo nella zona relax dell’ostello, un grande spazio sotto una tettoia con tavolini bassi, cuscini e qualche amaca.
Io mi accaparro un’amaca, ci metto sopra il mio sacco a pelo e continuo a dormire.

Quando mi sveglio alle 9 incontro subito Lukas, il ragazzo che avevo conosciuto nei miei primi giorni qui e che avevo accompagnato a comprare tutta l’attrezzatura per il suo trekking in zona Everest. Mi dice che è andato tutto bene e il meteo è stato perfetto, ma che alla fine non hanno scalato Island Peak.
Dopo pranzo siamo andati a visitare la Grande Stupa, famosa attrazione religiosa di Kathmandu. Abbiamo deciso di raggiungerla a piedi e ci abbiamo messo un’ora e mezza, una bella camminata nelle zone meno turistiche della città.
La sera grande serata iniziata in un ristorante infrattatissimo poco distante dal nostro ostello e proseguita nel Jazz Bar dell’amico della morosa del fratello di Fred (così ci ha detto lui), un posto un po’ isolato fuori dal centro. Non c’era Jazz quella sera, ma abbiamo giocato a biliardo. Purtroppo si sono uniti a noi anche due avventori del locale che sospetto passino tutto il loro tempo a giocare a biliardo e infatti ci hanno devastati.
Ci siamo poi spostati al Rock Bar, dove ero già stato e si conferma un locale incredibile.
Sul finire della serata ci siamo ritrovati all’entrata del Lord of the Drinks, il 52° miglior club al mondo (pare esista un ranking ufficiale), ma alla fine abbiamo deciso che non valeva la pena entrare.

Il giorno seguente avevo giusto un paio di faccende da sistemare prima della partenza verso l’Everest.
Per prima cosa volevo procurarmi una mappa dell’area che coprisse anche la prima parte del cammino (che aveva subito delle variazioni rispetto ai miei piani originali). Avevo visto un negozio di mappe la sera prima proprio a fianco al Rock Club, ma quando sono tornato lì l’ho trovato chiuso. Dopo un po’ di girovagare l’unica cartina che sono riuscito a trovare è grande come un francobollo e comunque non mostra il trekking nella sua interezza: in teoria il primo villaggio da cui inizieremo a camminare è appena tre millimetri oltre il bordo della cartina, quindi non mi struggo troppo.

Ormai dei locals del Thamel, io e miei amici abbiamo ormai il nostro bar di fiducia dove ci incontriamo anche senza darci appuntamento. È lì che li trovo mentre fanno colazione e mi unisco a loro prendendo una cheesecake buonissima che diventerà la mia ossessione nei giorni a venire.
Riunita la banda torniamo a visitare il Tempio delle Scimmie (io ci ero già stato ma altri no) e ne approfitto per visitare il vicino museo di Storia Naturale di Kathmandu (come sanno i lettori più affezionati di questo blog, ogni volta che visito una città ho due tappe fisse: il museo di Storia Naturale e il punto panoramico più elevato (che peraltro, probabilmente, a Kathmandu è il Tempio delle Scimmie!).
Sulla via del ritorno siamo andati a pranzare in un ristorante minuscolo e nascosto (i vari ristorantini minuscoli in cui ho mangiato in questa breve tappa a Kathmandu potrebbero avere rilevanza nei prossimi giorni, rimanete sintonizzati!).
Dopo pranzo Anouk mi ha accompagnato al bar dove avevo mangiato la cheesecake stamattina per prenderne un’altra fetta, l’ultima prima della partenza per il trekking.

Verso le 18:30 riesco a prenotare una Jeep per me e Liv per la mattina seguente. Sono minimo 10 ore di viaggio e si parte alle 4.
Faccio una doccia incredibile e mi preparo all’ultima serata con i miei amici.
Dopo aver cenato in un buonissimo ristorante indiano (principale indiziato per i fatti di cui verrete messi al corrente nei prossimi giorni) siamo andati a bere un’ultima birra.
Eravamo io, Fred, Jack, Liv e Anouk.
Al bar ci ha raggiunti anche Zach, un amico canadese di Jack. Anche lui ha appena fatto il circuito dell’Annapurna, ma era circa una settimana davanti a noi. Una volta tornato a Kathmandu ha avuto un qualche tipo di intossicazione alimentare incredibile che l’ha tenuto bloccato in camera per una settimana e gli ha fatto perdere diversi chili.
Ora si è ripreso e, attenzione, anche lui parte domani per lo stesso trekking che faremo io e Liv. È su una jeep diversa ma la destinazione è la stessa, quindi facilmente ci ritroveremo lungo la via.

La serata finisce con saluti vari, tra cui Jack e Fred, miei compagni del mio primo trekking.
In particolare con Jack ho passato praticamente tutta la mia permanenza in Nepal finora.

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