Ultimi giorni a Kathmandu

Pare che via XX settembre a Verona l’anno prossimo sarà così
Una cartoleria che vende banane

Il ritorno in Jeep da Salleri a Kathmandu è stato lungo e scomodo.
Siamo partiti alle 5 di mattina e ci hanno fraccati in 10 su un’unica macchina (nel tratto precedente, raccontato nel post qui sotto, eravamo in 11, ma 5 persone stavano nel cassone sul retro della macchina quindi tutto sommato eravamo abbastanza larghi).
Io ero nella fila dietro assieme a Zach, Stefano e un local. Inizialmente a fianco a me c’era Tristan, ma l’abbiamo scambiato con Zach, un po’ più magro, per cercare di guadagnare qualche centimetro. Il tizio seduto a fianco a me si è addormentato di botto poco dopo la partenza, e prima mi ha appoggiato una mano sul ginocchio, poi direttamente la testa.
Siamo arrivati a Kathmandu alle 16:30 e l’autista si è rifiutato di portarci fino all’ostello, quindi abbiamo anche dovuto prendere un taxi.

Il primo frutto dopo settimane!

Gli ultimi giorni in Nepal sono stati all’insegna del cibo e dei festeggiamenti.
Appena il taxi ci ha lasciati nel Thamel sono andato a mangiare una fetta di quella cheesecake incredibile che avevo mangiato prima di partire, e quella stessa sera siamo andati a mangiare in una pizzeria che Stefano e Chiara avevano scoperto prima del trekking e dove la pizza era incredibilmente buona, con nulla da invidiare alle pizze italiane.
Il giorno seguente abbiamo scoperto che la pizzeria aveva un negozio satellite poco distante dove facevano della pizza fritta così incredibile che siamo tornati a mangiarla tutti i giorni, trasformando quel negozio nel nostro punto di ritrovo.

In vista del mio imminente ritorno mi sono fatto prendere la mano dallo shopping selvaggio, e ho iniziato ad accumulare così tanti souvenir che ho dovuto comprare una borsa per contenerli tutti. Tra gli acquisti degni di nota, oltre a una miriade di bandierine buddiste da regalare, ci sono delle baby borse North Face carinissime e un gong.
Dopo una serata di bagordi in cui Zach era tornato in ostello alle 5 ho provato a svegliarlo suonando il gong ma lui non si è mosso.Io che mi esibisco al karaoke mentre le mie amiche limonanoAll’andata avevo solo lo zaino

Il mio volo di ritorno doveva partire alle 23, ma qualche giorno prima mi era arrivata la comunicazione che era stato spostato alle 2 del mattino successivo.
Mi sono dunque recato in aeroporto verso le 23:30, ma mentre ero in coda per il timbro sul passaporto per l’uscita dal paese mi sono reso conto che il mio visto sarebbe scaduto nel giro di mezz’ora. Nel momento in cui sono arrivato davanti all’agente di frontiera era effettivamente già scoccata la mezzanotte, quindi tecnicamente ho passato 5 minuti da immigrato clandestino in Nepal.

Loading

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *