
Ci svegliamo alle 4. È buio e ha ripreso a piovere.
Da dove siamo noi alla guest house di Stefano e Chiara sono 6 km, e dobbiamo essere là entro le 7:30.
La prima parte di sentiero è una ripida scalata tra fango e merda di yak. Lo sapevamo già, perché eravamo passati di qui all’andata, ma comunque non è molto piacevole.
Arrivo a Puyia alle 6:30 e trovo in poco tempo la guest house giusta. Stefano e Chiara si stanno alzando, e nella sala comune ci sono 5 ragazzi indiani che devono prendere la jeep con noi. Prendo un tè mentre aspettiamo Zach e Liv, che arrivano nel giro di mezz’ora.
Dalla guest house dobbiamo solo percorrere un brevissimo tratto di sentiero per uscire dal villaggio e connetterci alla strada. Il gestore delle guest house, che ha arrangiato la chiamata con la jeep, si è offerto di accompagnarci fino là. Secondo Stefano lo fa per alzare il prezzo e intascarne una parte.

Poco prima di arrivare alla strada, nell’ultimo passaggio impervio del sentiero, incontriamo Tristan, un ragazzo tedesco che diventa immediatamente uno di noi!
Ha appena passato 10 giorni a fare un ritiro silenzioso in un monastero, e adesso sta facendo ritorno a Kathmandu.
La partenza della jeep è un po’ complicata: noi siamo in 5, in più c’è Tristan e il gruppo di 5 indiani. Undici persone in tutto, e una sola auto!
Il viaggio è molto movimentato: la strada in questo tratto è davvero molto dissestata.
A circa metà del tragitto la strada si interrompe del tutto, e dobbiamo attraversare a piedi un ponte sospeso per poi prendere un’altra jeep sulla sponda opposta.
Arriviamo a Salleri alle 16 e prenotiamo il trasporto per il giorno successivo: domani sono altre 11 ore di macchina per arrivare a Kathmandu!

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