Milad majid!

Ovvero: il Natale in ostello.

Un giorno prima di partire da Sydney alla volta di Auckland mi sono messo a cercare un ostello. E in quel momento mi sono ricordato quello che avevo letto un paio di settimane prima su alcuni gruppi di backpacker in Nuova Zelanda, ovvero che sotto Natale tutti gli ostelli erano pieni ed era un casino trovare un posto dove stare.
Un po' per la scarsa scelta e un po' anche per il fatto che non volevo spendere un miliardo di soldi, alla fine la mia scelta è caduta sul Surf 'n' Snow, un ostello che non aveva delle recensioni molto incoraggianti (sporco, casino, brutta gente).
Ero dunque pronto a tutto.
Ovviamente le recensioni mentivano! L'ostello è una figata! C'è pure un tavolo da biliardo gratuito che funge da aggregante e che ricorda vagamente il Cañara*.
E ultimamente sono quasi disturbato da quante volte passino l'aspirapolvere.
Comunque il fatto è questo: magari qualcuno avrà trovato che questo ostello non faceva per lui e se ne sarà andato, ma questo ha fatto sì che la gente che ha deciso di restare sia bella gente.
E appena rotto il ghiaccio sei subito parte della compagnia e le figate cominciano a succedere.
Tipo a Natale.
In teoria avevo capito che a Natale la maggior parte degli occupanti dell'ostello sarebbe andata a Waiheke Island, che è un isola qui di fronte a Auckland con belle spiagge e campeggi.
Siccome a Natale non lavoravo il mio programma era di raggiungerli là e di tornare il giorno dopo (la maggior parte della gente stava là più giorni).
Avevo già prenotato il campeggio quando ho scoperto che alla fine sull'isola sarebbe andato solo Jamie (un tizio inglese) con tipo i suoi migliori amici. Quindi sarei stato un po' tagliato fuori.
Nel frattempo però è spuntato fuori Bratt con una proposta incredibile.
Bratt è un tizio di almeno 60 anni che vive nel l'ostello. Sta in camera con me tra l'altro. Quando è in ostello passa il tempo a fare sculture con dei foglietti di carta (credo tecnicamente possano essere definite origami, ma sono un po' diversi dal solito) che poi vende in giro per le strade (c'è pieno di artisti di strada qui, tra l'altro).
È originario di Auckland, e ci aveva detto che per Natale ci avrebbe portato ad un pranzo fighissimo (e gratuito, che non guasta) e che se non fossimo andati con lui ce ne saremmo pentiti.
Come potevo dire di no?
Tra l'altro la sera della vigilia era stata una figata ed ero andato a dormire alle 4 di notte, dopo aver mangiato tipo tutti i dolci possibili (tipo che ognuno in ostello aveva deciso di cucinare il dolce natalizio tipico della sua nazione)(no, io non ho cucinato il Pandoro), quindi partire per Waiheke non sembrava fattibile.
Quindi alle 11 della mattina di Natale ci siamo trovati in una quindicina fuori dell'ostello e, con Bratt a guidarci, ci siamo diretti verso il porto, dove si teneva la festa.
Festa che non ho ben capito se in effetti fosse un pranzo per i senzatetto, ma non credo. Il senso era più "la città di Auckland festeggia il Natale con tutti i suoi abitanti". C'erano tavole imbandite di dolci e patatine, decorate con palloncini colorati. E i party popper! I party popper non si usano molto in Italia (io ne ho appreso l'esistenza grazie a Harry Potter) ma sono una specie di petardi che esplodono e tiri una cordicella. Alcuni sparano in aria delle stelle filanti tipo. E a volte hanno delle sorpresine all'interno. Ho quindi subito chiesto al mio vicino di posto palestinese come si dicesse "Buon Natale" in arabo, per urlarlo mentre facevo esplodere queste cose. Da qui il titolo del post.
Il pranzo è stato incredibile! Arrosto con patate e zucca di contorno e poi vari dolci di Natale con gelato a non finire.
E proprio quando proprio non capivo come la situazione sarebbe potuta migliorare ancora sono passati tra i tavoli a distribuire i regali. I regali!!!
E chi se lo aspettava?
Il mio pacchetto regalo, indirizzato ad un "adult male" conteneva un tubetto di gel da barba e un furgoncino giocattolo.
Finito il pranzo siamo tornati all'ostello, dove in realtà io neanche potevo stare visto che avevo fatto il check out quella mattina.
Non avendo un letto in cui riposare mi sono dovuto accontentare del divano della reception. Ho dormito per tipo due ore.
Al mio risveglio rimaneva il problema di dove passare la notte. Certo, avrei potuto semplicemente rifare il check-in e rimpossessarmi del mio letto, ma avevo sentito che alcune perso e avevano affittato una casa sulla spo da nord di Auckland e avrebbero festeggiato là.
Mi sono dunque recato là con Derrick (un tizio nigeriano) e Dylan (un tizio canadese con cui ho scoperto di avere un amico in comune!).
A tenere in piedi la festa c'era Matt, un olandese chre, per dire, la sera prima aveva fatto il suo ingresso nella cucina dell'ostello vestito da Babbo Natale con in più una maschera da Storm Trooper al volto.
Per la serata aveva organizzato un quiz a premi con domande riguardanti gli inquilini dell'ostello.
Io ho vinto un set di lenti d'ingrandimento.
Quindi ecco. Un sacco di regali! E chi se l'aspettava?
Ma attenzione: la giornata non è stata tutta rose e fiori. Tornato in ostello ho ricevuto un messaggio di auguri sul mio numero neozelandese (che ricordo, ce l'ha solo un numero ristrettissimo di persone) da parte di Mandy e Nige. E chi cavolo sono? Il mistero si infittisce.

* Con la differenza, però, che la mia curva di apprendimento del biliardo ha subito in due settimane un'impennata decisamente più incoraggiante di quella del calcetto in un anno e mezzo.
(In realtà sparo solo la palla fortissimo e a volte succedono delle figate)

Loading