Le tre più incredibili coincidenze avvenute nell’estate del 2026

A seguito di un primo appuntamento in cui ho vomitato un fiume di parole sulla malcapitata di turno, mi sembra il caso di sfogare la mia loquacità resuscitando questo blog.
Sì, lo so che ormai l’estate è finita da un pezzo (ma siamo sicuri?), quindi se ci siamo visti in un qualche momento tra agosto e oggi è possibile che io ti abbia già raccontato una o due di queste storie. Ma tutte e tre? Insieme? Non credo.
Ecco dunque le tre più incredibili coincidenze avvenute nell’estate del 2026.
I - Amsterdam, 8 luglio
A luglio, appena iniziata la mia prima estate da insegnante (tre mesi di vacanza uooo!), sono partito con il Caddy di mio papà che avevo opportunamente camperizzato per andare a fare un Grand Tour d’Europa. C’erano varie ragioni per farlo: andare a visitare mia sorella a Berlino e mio cugino ad Amsterdam, andare a vedere alcune fondamentali opere d’arte che avevo studiato e insegnato qualche mese prima e, soprattutto, recuperare un Titanic di Lego al 50% di sconto.
Dopo una tappa in Liechtenstein (dove non ero mai stato) e una a Francoforte per recuperare mia sorella, ci siamo diretti ad Amsterdam, dove mio cugino Pietro vive da 5 anni.
La seconda sera che eravamo là, Pietro ci ha proposto di andare in un locale dove si teneva una “serata storytelling”. In pratica c’erano 6 persone in programma che avrebbero raccontato una storia ciascuno. Storie di qualsiasi genere: vere, inventate, tristi, divertenti…
Oltre alle 6 persone in programma c'era la possibilità di inserire il proprio nome in un cappello ed essere eventualmente estratti a fine serate per raccontare la propria storia.
Le prime tre persone hanno raccontato storie personali e anche piuttosto intense, mentre dalla seconda metà la serata ha preso una piega più leggera, con due ragazzi che hanno raccontato le loro esperienze con le app di dating.
Filone che in un certo senso è continuato con la sesta e ultima persona, una bionda ragazza olandese che, appena salita sul palco, ci ha subito tenuto a sottolineare quanto fosse alta.
Ha poi chiesto, prima di iniziare il racconto, se ci fossero pelati in sala. Ho pensato che non fosse chiederlo, visto che di solito si notano, ma mi sono comunque palesato ignaro.
Ha dunque proseguito dicendo che nonostante lei sia alta e bionda la vita è stata cattiva con lei perché è afflitta da una terribile maledizione: tutti i tipi bassi e pelati ci provano con lei.
In particolare, e questa è la divertente (/s) storia che ci ha raccontato, qualche mese prima stava lavorando come barista a un festival e l’ennesimo ragazzo basso e pelato aveva attaccato bottone con lei. Lei gli ha detto “basta, cosa avete voi pelati nei miei confronti?” e il tipo le ha detto “Io sono pelato perché ho il cancro”.
Fine della storia.
Anzi no! A conclusione dell’aneddoto ha anche detto “Comunque voi pelati” indicando quelli presenti in sala “statevene dove siete e non venite a parlarmi”.
Converrete con me che non era una storia particolarmente divertente, certamente ne ha convenuto il pubblico presente, che ha tiepidamente applaudito l’uscita di scena della ragazza.
Ma io ero stato chiamato in causa in prima persona, in quanto pelato, e non potevo starmene in silenzio!
Sono quindi andato a inserire il mio nome nel cappello, per tentare di prendere la parola e dirgliene quattro.
Nel cappello c’erano già almeno 20 biglietti, e ne sarebbero stati estratti solo 3. Le probabilità erano quindi bassissime ma… il primo nome estratto è stato il mio!
Ho quindi potuto rispondere per le rime alla ragazza e ho avuto praticamente il mio battesimo da stand-up comedian.
In particolare ho esordito dicendo che ero lì per raccontare la storia della mia personale battaglia contro il cancro. Vabbè you had to be there.

II - Val di Fassa, 14 luglio
Prologo - Nuova Zelanda, 28 marzo 2016
Uscendo da una settimana in canoa sul fiume Whanganui, ricevo una chiamata per andare a lavorare in una pizzeria a Nelson. Chiedo se posso arrivare qualche giorno dopo, perché ero ancora nell’isola del Nord e prima di lasciarla volevo andare a visitare il set di Hobbiton. Mi dicono che non c’è problema.
Arrivo quindi a Nelson il 4 aprile e viene a prendermi il gestore della pizzeria. Nel vedermi, nota la mia maglietta di Jurassic Park (unica maglietta che avevo ndr) e mi dice: “Guarda chi c’era ieri sera in pizzeria!” e mi mostra una foto di Sam Neill, l’attore protagonista di Jurassic Park, che la sera prima aveva cenato in pizzeria.
(Sam Neill è neozelandese e la pizzeria Stefano’s si trovava all’interno di un cinema multisala. In quelle settimane stava girando il paese per promuovere un film locale.)
In quello che è tuttora il più grande rimpianto della mia vita, per voler soddisfare il mio amore per il Signore degli Anelli ho così perso un’occasione incredibile di coronare il mio sogno da fan di Jurassic Park.
Non sarebbe neanche stato così terribile se non fosse che…
Prologo del prologo - Londra, 29 maggio 2014
...un mio compagno del liceo, che solo ora al momento in cui scrivo noto che si chiama Stefano come la pizzeria neozelandese, si era trasferito a Londra dopo la maturità.
Lì aveva trovato lavoro in un wine bar di alto livello, tanto che ogni tanto incontrava qualche celebrità.
Sam Neill era un grande appassionato di vini e aveva la sua azienda vinicola in Nuova Zelanda. Quando era a Londra si recava spesso nel suddetto wine bar, tanto che Stefano l’ha incontrato non una, ma due volte!
Ma c'è di più: Stefano ha i capelli rossi (in realtà li aveva, adesso si è unito anche lui alla squadra dei pelati) e questa cosa aveva colpito Sam Neill, che gli aveva detto “You’re italian and red head? You’re very special!”.
Quindi non solo Stefano aveva incontrato Sam, ma aveva anche questo complimento su misura fatto da lui! Maledetto!
Tutto questo per dire che mi sarebbe piaciuto incontrare Sam Neill, e in cuor mio sentivo che un giorno questo sarebbe successo.
Però ahinoi, Sam ci ha lasciati questa estate.
Il giorno dopo la sua scomparsa ero in Val di Fassa e stavo per partire per una camminata quando per terra, in mezzo al fango, ho trovato… un cappellino di Jurassic Park!
Questo è stato chiaramente il saluto dal cielo da parte di Sam Neill.
A seguito della sua morte ho ritirato dal mio armadio la mia prima maglietta di Jurassic Park, quella che avevo quando ero in Nuova Zelanda e che ormai è tutta sgualcita. Ma ora al suo posto si è aggiunto il cappellino.
III - Edimburgo, 3 agosto
Prologo
Quest’estate sono andato in Scozia col mio amico Luca per raggiungere a piedi il pub più remoto al mondo. Forse ne avete letto in giro, forse un giorno ne leggerete su questo blog.
Tra le varie avversità da affrontare nelle Highlands Scozzesi ci sono i midges, piccoli moscerini pungenti che infestano quelle terre.
Nonostante i racconti dell’orrore che avevo sentito riguardo a questi insetti, devo dire che tutto sommato la situazione è stata abbastanza gestibile. Tranne una sera.
La quarta sera del nostro cammino, poco dopo cena, il nostro accampamento è stato assalito da uno sciame di midges e non abbiamo avuto altra scelta che rifugiarci in tenda.
Da dentro la tenda, il rumore dei moscerini che battevano sul telo era così forte che sembrava pioggia, e questa cosa mi ha ricordato una particolare scena del film Starship Troopers.
Va detto a questo punto che il mio amico Luca è un grande appassionato di cinema, e pensavo quindi avrebbe colto al volo il mio riferimento. Ma purtroppo Luca non è molto esperto di cinema americano, quindi non aveva idea di ciò di cui stavo parlando.
Arriviamo all’ultima serata in Scozia, passata in un ostello di Edimburgo per poi andare in aeroporto il giorno seguente.
Al momento del check-in avevamo scoperto che quella sera l’ostello organizzava la Pizza Night, in cui veniva offerta la pizza alle prime 12 persone che si fossero iscritte.
Sia io che Luca ci eravamo resi conto qualche giorno prima che era più di un mese che non mangiavamo pizza. Ci eravamo ripromessi che la prossima pizza l'avremmo dovuta mangiare appena tornati in Italia, ma quella era un’occasione troppo ghiotta e quindi ci siamo iscritti.
Siamo così finiti a fare una classica serata festaiola con gli altri ospiti dell’ostello, e una volta finita la cena ci siamo spostati in vari pub in giro per la città.
Sul finire della serata siamo finiti al Banshee Labyrinth, un pub a tema horror piuttosto labirintico con varie sale e livelli.
Infatti appena arrivati ho perso di vista Luca, ma sapevo benissimo dove ritrovarlo: ci avevano detto che il pub aveva anche una sala cinema, che lui, da grande appassionato, era subito andato ad esplorare.
È proprio lì che l’ho trovato, e mi sono bastati pochi fotogrammi per rendermi conto che il film che stava venendo proiettato era Starship Troopers!
Ma non solo! Dopo pochi secondi da quando sono entrato la scena è cambiata, e quella seguente era proprio la scena che gli avevo citato una settimana prima!
Assuy!
Vabbè, comunque non c'è stato un secondo appuntamento.
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