Le cose che ho perduto

Se vi dicessero che tra tutte le cose che avete perso nel corso della vostra vita ne potreste ritrovare una, cosa vi piacerebbe ritrovare?
Io lo so per certo.
Anzi, ho proprio la classifica ufficiale dei 5 oggetti che ho perduto nel corso della mia vita e che se ancora ci penso divento scemo (anche perché la maggior parte di questi oggetti è stata persa tra le mura di casa mia!).
A un certo punto secondo me se ne trae anche una metafora sull'amore, ma non ne sono sicurissimo. Vediamo.

La cartuccia di Pokémon Cristallo
Iniziamo tranquilli con questo oggetto smarrito che però è più che altro un mistero.
Il grande amore videoludico della mia vita è certamente Pokémon Argento, dove avevo completato tutto il Pokédex e qualcuno con i codici mi aveva pure messo Master Ball e Caramelle Rare infinite. Quella cartuccia è conservata al sicuro in un cassetto in camera mia (ora in una scatola in soffitta ndr), anche se tristemente la batteria interna si è scaricata e il gioco si è resettato.
Quindi tecnicamente anche quel gioco è andato perduto, ma almeno la cartuccia ce l’ho ancora.
Per qualche strana ragione, oltre a Pokémon Argento avevo anche Pokémon Cristallo.
Onestamente con il senno di poi non me lo spiego molto, perché Argento e Cristallo sono praticamente lo stesso gioco.
Però boh, si vede che avevano fatto un buon marketing. Anzi, aspetta! Ora che ci penso Cristallo era il primo gioco ufficialmente pensato per Game Boy Color, quindi i colori dovevano essere meglio! E la cassettina era bellissima perché era in plastica azzurra trasparente e si vedevano i circuiti dentro. Però ecco, differenze minime.
Ecco, non ho idea di dove sia finita.
Ogni volta che per qualche ragione vado ad aprire qualche scatolone di vecchi giochi in soffitta spero di trovarla.
In compenso ho una cassetta di Pokémon Blu che non è mia, ma sono sicuro di averla barattata per Pokémon Rubino, non Cristallo. (Sì lo so che sembra un baratto stupido ma in teoria doveva essere SOLO un prestito).

 

La calcolatrice scientifica
Attenzione, qui non si parla di un oggetto fisico ma bensì di un file multimediale.*
Il mio professore di disegno tecnico del liceo ci faceva fare un sacco di attività interessanti. Un giorno ci disse di portare un oggetto da casa per disegnarlo in varie maniere. Qualcuno portò una torcia elettrica, qualcuno una cucitrice, qualcuno un controller della Xbox.
Io mi ero dimenticato di portare qualcosa, quindi dovetti ripiegare sulla mia calcolatrice scientifica Casio che già avevo in cartella.
L’esercitazione non consisteva solo nel riprodurre l’oggetto in proiezione ortogonale su carta, ma anche di realizzarne una versione digitale.
Non potendo la scuola permettersi un programma di computer grafica, i disegni digitali venivano realizzati con Microsoft Word. So che sembra incredibile, ma con un paio di accorgimenti si riescono a realizzare dei disegni pazzeschi.
Ho lavorato per mesi al disegno della calcolatrice, anche perché, mannaggia a me che mi ero dimenticato di portare un oggetto di più semplice riproduzione, aveva mille tasti diversi che dovevano essere riprodotti fedelmente.
Poi un giorno il pc su cui ho realizzato il disegno si è fulminato e il file è andato perduto.
Ho tenuto per anni la carcassa di quel vecchio pc fisso sperando un giorno di poter recuperare il file, ma non ci sono mai riuscito.

*In realtà ho poi perso anche la calcolatrice reale. Un altro bel mistero! Però un paio di anni fa, a 15 anni dalla fine del liceo, ho avuto di nuovo bisogno della calcolatrice scientifica per partecipare al concorso per l’insegnamento (almeno così diceva la lista di oggetti da portare, poi alla fine in realtà non serviva). Io non volevo accettare nessuna calcolatrice che non fosse la mia. Ne ho trovata una uguale in un mercatino dell’usato a Berlino e l’ho comprata.

 

Occhiali da sole
Qui si potrebbe aprire un capitolo a parte dedicato agli occhiali da sole che ho
perduto nel corso della vita. Ma sapete che c'è? Apriamolo.

  • Ray-Ban dello Zio
    C'è stato un momento negli anni zero in cui i Ray-Ban sono tornati di moda vero? O lo sono sempre stati? Vabbè comunque mi ricordo che a un certo punto della mia adolescenza bramavo un paio di classici Ray-Ban con le lenti a goccia. Mio Zio, che era un mago nell'esaudire i miei desideri, me ne regalò un paio originali degli anni '50. La scritta Ray-Ban non era stampata sulla lente ma impressa sulle stanghette.
    E le lenti erano di vetro pesantissimo. Mi ricordo che una volta ne è caduta una e si è disintegrata.
    Questi Ray-Ban sono stati persi durante un viaggio a Vienna con i miei compagni dell'università pochi mesi dopo la morte di mio Zio, quindi perderli ha fatto proprio tanto male.
  • Ray-Ban di Frate Enrico
    Questo paio di Ray-Ban è quello rappresentato nel disegnino qui sopra. Le lenti erano un po' più squadrate del modello classico. Mi erano stati donati da Frate Enrico, mio vecchio capo scout e mio frate preferito, al ritorno di un viaggio in Bosnia con gli scout quando ci siamo fermati nel suo convento a Trieste. Non mi ricordo bene perché ma mentre eravamo là avevo manifestato il bisogno di un paio di occhiali da sole. Lui allora mi aveva preso questi da una scatola degli oggetti smarriti (oggetti smarriti in convento? Mah) e me li aveva donati.
    Pochi mesi dopo sono scomparsi. Forse sono tornati alla casa del Padre.
    Il valore affettivo di questi occhiali è senza dubbio minore dei precedenti, ma le circostanze della loro scomparsa sono più misteriose.
  • Occhiali da sole di Luca
    Questo paio di occhiali ricorda come forma quello donatomi da Frate Enrico, ma per la loro misteriosa fattura vintage mi ricordano anche i primi Ray-Ban. Li ho trovati nella vecchia casa del mio amico Luca quando l'ho aiutato a traslocare. Non appena li ho visti glieli ho chiesti come ricompensa per averlo aiutato nel trasloco.
    Qualche anno fa, dopo una festa di fine estate alla Casetta Lou Fai, sono scomparsi.
    Li ho cercati per mesi. Ho chiesto a tutti. Niente.
    Ma attenzione, qualche mese dopo, per l'esattezza il 29 novembre, mentre facevo ritorno alla macchina di mia mamma, che già avevo setacciato varie volte, gli occhiali erano lì sotto al sedile! Li ho ritrovati!
    Quindi sì, in questo mare di cose perdute c'è anche qualcosa di ritrovato.
    È stata una gioia incredibile. Uno dei più vividi ricordi felici che potrei usare per evocare un Patronus. (la Rowling può bruciare sul rogo ma ahimè temo ci sarà un’altra Harry Potter references in questo post)

    (Gli occhiali sono rispuntati a seguito di una sportiva guida montana che ha ben shakerato la macchina e probabilmente li ha scastrati da dov’erano)

    La cosa interessante è che ormai mi ero così abituato a cercare gli occhiali da ogni parte che anche dopo averli ritrovati continuavo a farlo. Ecco boh, se c'è una metafora sull'amore forse è qui. Che tipo a volte abbiamo già trovato quello che stiamo cercando ma blah blah blah scusate non sono Gianluca Gotto.

 

Il Maiale Salato
Qui si entra nei meandri più profondi della mia esistenza. Non siamo più nell’ambito degli oggetti, questo è un pezzo di anima, un Horcrux (ecco la seconda, superflua reference).
C’è un preciso momento della mia vita che posso ricondurre a quando ho deciso di fare lo scemo e non prendermi troppo sul serio.
Era il gennaio del 2007 e all’epoca mi dilettavo a giocare con i modellini del Signore degli Anelli. Uno di quei giochi in cui si assemblano eserciti di miniature e li si fa combattere tra loro grazie a metri, dadi e lunghi regolamenti.
Più o meno una volta al mese c’era un torneo nel raggio di 100 km da casa, e spesso mi recavo lì assieme ad amici conosciuti su forum online.
Ora dobbiamo un attimo entrare nel tecnico e dire che ogni razza della Terra di Mezzo aveva le sue peculiarità e punti di forza. Per esempio gli orchi erano forzuti e quindi più forti negli scontri ravvicinati, mentre gli elfi, leggiadri e precisi, erano molto forti con il tiro con l’arco.
Una delle combinazioni migliori che si potesse ottenere era un esercito misto di nani (con armature resistenti) ed elfi (per le frecce e per altre cose che non sto qui a spiegarvi perché già così mi sembra abbastanza).
Ma schierare insieme nani ed elfi non era giustificabile a livello di Background.
Il Background era il testo che si doveva accompagnare all’armata schierata per raccontarne le origini. I più impallinati ricreavano fedelmente compagnie prese da specifici passaggi del libro, e scrivevano pagine e pagine di storia per raccontare tutto nel dettaglio.
Oltre ai premi per i giocatori che ottenevano i migliori risultati nelle battaglie, spesso ai tornei c’era un premio anche per chi presentava il miglior background.

Ma torniamo all’armata di elfi e nani. Un giorno sul forum qualcuno scrisse che l’unico modo per giustificare un’alleanza tra quelle due razze era un’ipotetica battuta di caccia tra Legolas e Gimli e i loro rispettivi amici, che si sarebbe conclusa in una cena a base di maiale salato.
Nulla di più facile! Scrissi un divertente racconto che narrava della scorribanda di nani ed elfi e corredare il tutto costruii una tavolata con del legno di balsa attorno a cui schierare la mia armata.
Per imbandire la tavola creai dei piccoli vassoi su cui incollai vari oggetti che poi dipinsi come varie cibarie. Il pezzo forte era però una miniatura di maiale che avevo personalmente scolpito con della materia verde.
Era tutto stupido e divertente, anche un po’ con la volontà di scimmiottare chi prendeva quelle cose troppo sul serio e citava lunghi estratti dal Silmarillion.

La composizione e il racconto mi valsero, per la prima volta, il premio come miglior armata!
Da allora ho smesso di essere una persona seria, se mai prima lo fossi stato.

La miniatura del Maiale Salato mi ha per anni accompagnato ai tornei a cui partecipavo, a volte prendendo anche un ruolo “attivo” sul campo da gioco, quando per esempio serviva un segnalino per marcare un determinato obiettivo da difendere.
Poi un giorno è sparita.

Fun fact: Anche il racconto che si accompagnava al diorama, e che a volte penso mi piacerebbe poter rileggere, è andato perduto. Era salvato sullo stesso computer in cui c'era il disegno della calcolatrice.

 

Lo Zippo
Avevo uno zippo nero con un logo dorato, qualcosa come US Navy ma non ricordo bene.
Credo fosse di mio nonno perché altrimenti non mi spiego proprio da dove saltasse fuori. Se non ricordo male l'avevo trovato in soffitta da piccolo e per anni ne ho ignorato il funzionamento.
Dopo anni di giacenza lassù, quando l’avevo trovato era completamente scarico, ma io pensavo che fosse "rotto" e quindi mi divertivo semplicemente a fare le scintille con la rotellina. Poi un giorno ho scoperto che il bello degli Zippo è che si possono ricaricare! Ho comprato il liquido e da allora sono stati anni bellissimi!
Siccome non fumo lo zippo lo usavo sì per prestarlo agli altri, ma principalmente per fare dei trucchi di magia pazzeschi. Ne sapevo ben due e ah, se avessi ancora lo Zippo vi farei esplodere il cervello con quei numeri!
Il giorno che sono partito per l'Australia ho avuto l'insensato timore che potessero ritirarmelo ai controlli di sicurezza. Erano gli anni in cui andava forte la docu-serie Airport Security.
Stavo già sul pianerottolo davanti all'ascensore, ma sono tornato indietro per lasciarlo su una mensola sopra la mia scrivania.
Un anno dopo sono tornato e lo Zippo non era più lì dove l’avevo lasciato, e ovviamente nessuno ne sapeva nulla.
Sparito.
Per sempre.
Ho smantellato più e più volte tutta la mia camera(e anche il resto della casa in
realtà) per cercarlo, ma niente.
Ogni tanto sogno di ritrovarlo. Poi mi sveglio e ogni volta è una gran delusione.
A volte sogno di sognare di trovarlo, mi sveglio deluso ma poi scopro che l’ho trovato davvero. E poi scopro che anche quello era un sogno.
Ormai credo di essere al terzo livello di Inception, e ancora ogni volta ci casco maledizione!

Qual è il senso di questo post? Non lo so.
Magari qualcuno lo vede e dice “Ehi, ma guarda che quella roba ce l’ho io!”.
Chissà, a me piace sognare.

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