La lunga saga delle biciclette in Australia
Erano alcuni mesi che cercavo di scrivere questo post, ma la situazione continuava a evolversi e io non ci stavo dietro.
Finalmente ieri sono riuscito a vendere la mia bicicletta e quindi ora posso affermare con una buona dose di certezza che le mie vicende riguardo alle biciclette in Australia si sono concluse.
Si noti anche che è un post lunghissimo che però alla fine non dice nulla di concreto. Quindi magari potete anche smettere di leggere ora.
Quando ho trovato lavoro qui in Australia mi sono dovuto trasferire da Brisbane sulla Gold Coast. E ho dovuto farlo molto in fretta, visto che volevano che cominciassi a lavorare di lì a due giorni.
Quindi non ho avuto molto tempo per cercare casa e ho dovuto prendere tipo la prima stanza che ho trovato. Che non era proprio vicinissima a dove lavoro.
Pertanto si è reso necessario anche l'acquisto di una bici per andare al lavoro.
Anche per la bici non ho avuto molta scelta. Ho trovato un tizio su gumtree.com (sito di annunci di cose) che vendeva un sacco di bici, e una sera, dopo il lavoro, sono andato a casa sua per comprarne una.
Il fatto è che sono arrivato a casa sua con l’ultimo autobus, e quindi dovevo assolutamente comprare una bici per tornare a casa.
Ne ho comprata una che lì per lì mi pareva più che decente, ma che di giorno in giorno si è rivelata sempre più per quello che realmente, ovvero un catorcio.
Si è rivelata essere un tale rottame che mi pare addirittura impossibile che io l’abbia comprata in primo luogo, tanto che sono arrivato a pensare che il tizio che me l’aveva venduta mi avesse pedinato per poi sostituirla mentre la lasciavo lucchettata da qualche parte (mi aveva fornito anche il lucchetto, quindi poteva conoscere la combinazione).
Il primo problema che si è presentato è che praticamente tutte le viti del manubrio erano allentate e quindi questo continuava a girarsi.
Un problema che ho dapprima risolto tirando le viti con un cucchiaio (il cucchiaio è uno strumento fantastico quando si tratta di riparare le biciclette) e successivamente comprando un set di chiavi a brugola.
Poco tempo dopo i freni hanno cominciato a manifestare problemi, e in pratica mi sono reso conto che erano completamente consumati.
Ho allora comprato un nuovo paio di freni (solo per una ruota quindi) e li ho cambiati.
Una sera, mentre tornavo a casa dal lavoro, ho bucato.
Di solito, quando buco con la bici a Verona, lucchetto la bici al primo palo, torno a casa in qualche modo e poi il giorno dopo torno a prendere la bici con la macchina per portarla a casa e ripararla con comodità.
Qui si presentavano differenze. Tipo che non avevo la macchina. E non avevo neanche la pompa e gli altri attrezzi per riparare la bici.
Fortunatamente avevo bucato molto vicino al centro commerciale, quindi ho lasciato lì la bici e il giorno dopo ho comprato gli attrezzi che mi servivano in un negozio del suddetto centro e mi sono messo sul marciapiede a riparare la bici.
La riparazione, a causa di alcuni problemi tecnici (tipo che la pompa che avevo appena comprato era rotta e sono dovuto andare a farmela cambiare) ma ha portato via tutta la mattina.
Dopo averla riparata sono salito a bordo per andare al lavoro.
Ed è qui che è successo il fattaccio.
Per comprendere bene ciò che è successo è necessaria una parentesi, ovvero:
Il podio dei migliori incidenti in bici che mi abbiano visto protagonista
3) Camera d'aria che esce dalla ruota e si attorciglia fra i raggi
Era maggio di tipo 8 anni fa, e non ricordo bene per quale ragione ero in giro con la bici verde di mia sorella. Perché poi ero in giro con la sua bici e non con la mia? Non ricordo. Probabilmente la mia era stata rubata. Sta di fatto che ad un certo punto ha cominciato a piovere. Ma tipo a piovere tanto. Tanto che al bordo della strada si è formato una specie di ruscello e mi sono ritrovato a pedalare con l'acqua che mi arrivava sopra alle caviglie e la corrente era talmente forte da strapparmi via un sandalo.
E niente, ad un certo punto la ruota davanti della bici si è sgonfiata e la camera d'aria è uscita dal copertone e si è attorcigliata attorno al perno della ruota, rendendo impossibile non solo pedalare, ma anche spingere a mano la bici.
Non ricordo bene come sono tornato a casa.
2) Giù dalla discesa
C'è questa pista da motocross vicino a casa mia, che si trova in una fossa a tipo 20 metri sotto il livello della strada (se siete di Verona è dova una volta facevano la Festa in Rosso, capito dove?). Le pareti hanno una pendenza di tipo 50-60°, quindi abbastanza ripido. E io, per una scommessa, mi sono fiondato giù da questa discesa.
Sarebbe andato tutto bene se alla fine non avessi urtato l'unico sasso presente e non fossi stato sbalzato in avanti.
Ne sono uscito con un po' di tagli sulla faccia e con la ruota anteriore della bici piegata (tipo così).
1) Pedivella spezzata

Il primo posto del podio spetta all'incidente più recente, avvenuto in data 4 aprile 2013. Stavo scendendo dalle Torricelle a velocità sostenuta quando la pedivella si è spezzata e io sono rovinato sull'asfalto. Una cosa che a quanto pare non era mai capitata a nessuno, visto che tutti quelli a cui ho raccontato l'accaduto non ci credevano.
E anche il tizio che mi ha venduto la bici ha ribadito che era la prima volta che vedeva una cosa del genere (e me l'ha riparata aggratis).
Comunque ecco, in pratica dopo aver passato tutta la mattina a riparare la gomma della bici sono montato su, ho pedalato per tipo un chilometro e poi la pedivella si è spezzata. ANCORA!
Stavolta fortunatamente non sono caduto e non mi sono fatto male (sto diventando esperto), ma comunque che cazzo!
Evidentemente le mie gambe sviluppano una potenza non umana.
Questo ultimo incidente ha segnato la fine di questa mia prima bicicletta, visto che probabilmente riparare la pedivella sarebbe costato più della bici stessa.
Ho quindi abbandonato la bici numero 1 nella rastrelliera per biciclette che c’è al lavoro e mi sono immediatamente attivato per acquistare una nuova bici.
La bici numero 2 l’ho acquistata in data 13 dicembre, ed era decisamente meglio della bici numero 1.
Si trattava infatti di una bici da corsa (bici numero 1 era una mountain bike) ed è stata la mia prima esperienza con una bici di questo tipo.
E mi sono goduto un sacco, perché andava effettivamente velocissima.
Nonostante fosse una discreta bici sono comunque riuscito a rompere un freno e a bucare una ruota.
Un paio di settimane dopo l’acquisto di questa bici ho traslocato in un appartamento situato di fronte al ristorante dove lavoro, quindi ora la bici non mi serve più.
E infatti l’ho venduta.
Fine della storia.
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