Un breve riposo

[Nelson: il posto in cui non c'è nulla da fotografare]

Uscito vivo dal Richmond Range avevo varie cose da fare.
Primo: sfondarmi di cibo. Perché anche se per tutta la settimana avevo vissuto abbastanza serenamente la carenza di cibo, a un certo punto la fame si stava facendo sentire.
Poi c'era anche il problema delle scorte per le settimane a venire, che, essendo state calibrate come per la prima settimana, erano insufficienti.
E poi dovevo anche lasciare Jules. Perché se inizialmente non volevo affrontare il cammino da solo, dopo una settimana avevo non solo capito che potevo farcela da me, ma anche che mi sarei divertito di più.
Inoltre Jules non si era rivelato particolarmente di compagnia, e anzi, in un paio di occasioni si era pure lamentato, della fame, della pioggia, di cose che insomma anche se ti lamenti non è che cambi qualcosa.
Ora, io ho un grosso problema, ovvero che se anche una situazione non mi va a genio, se so che è solo una cosa temporanea preferisco stringere i denti e aspettare da sola piuttosto che rischiare di incrinare i rapporti in qualche modo. Esempio scemo: quando avevo affittato una stanza sulla Gold Coast, in Australia, dopo un paio di settimane mi ero reso conto che il posto non mi piaceva più di tanto. Piuttosto che terminare il contratto e cercare un altro posto ho preferito stare lì un altro paio di mesi finché il contratto non è terminanto da sé.
Lo so, sono scemo.
Però c'è di bello che imparo da queste esperienze, quindi sto giro non ci ho pensato più di tanto a lasciare il mio socio.
Ed è stata la prima volta che io abbia "lasciato" qualcuno.
Chi pensava che sarebbe successo così!?
Per risolvere i primi due problemi la soluzione più pratica era quella di tornare a Nelson, anche se avevo appena passato una settimana ad allontanarmi a piedi da là.
Dopo aver cercato per due giorni (un pomeriggio e la mattina seguente) di fare autostop da St Arnaud mi sono dovuto arrendere a prendere il costosissimo autobus che riportava a Nelson.
Per fortuna lì avevo ormai un sacco di conoscenze, ovvero la Erika e i due Mattia, la cui gentilezza non finirà mai di stupirmi.
Non solo uno dei Mattia mi ha offerto un letto a casa sua, ma la mattina mi ha pure cucinato uova e bacon per colazione! Incredibile!
E mi aveva detto che potevo fermarmi per tutto il tempo che mi serviva.
Appena arrivati a Nelson col bus sono andato da McDonalds a prendere il menù che mi offriva più cibo per meno soldi. Sono rimasto un'ora seduto al tavolo del fast food, alzandomi un paio di volte ad ordinare altro cibo. Bellissimo.
Poi mi sono incontrato con i miei amici italiani e ci siamo accordati per la serata.
Infine sono andato a lasciare Jules. Che secondo me un po' se lo aspettava perché non ha avuto nulla da dire (però in effetti è piccolo, magari era la prima volta che lo lasciavano...).
Il giorno seguente ho lasciato gli stivali, ancora bagnati fradici, a casa e sono andato in centro a piedi scalzi (essendo gli scarponi le mie uniche calzature), come un vero hobbit.
Per prima cosa ho quindi comprato un paio di ciabatte.
Subito dopo sono andato al supermercato a comprare un sacco di cibo, tra cui un bel po' di frutta fresca (che sul sentiero non avevo) e mi sono seduto in un parco a fare i calcoli per le tappe seguenti.
Infatti ormai sapevo quanto tempo mi ci voleva per percorrere i vari tragitti che compongono il Te Araroa, ed ho potuto calcolare più o meno quanto ci metterò a completare il tutto.
Nel pomeriggio, come anche il giorno seguente, ho girato per il centro di Nelson facendo delle piccole commissioni e mangiando un sacco (c'è una pizzeria incredibile che fa la pizza come in Italia (quasi, dai) e che costa pochissimo (6,50$ per una margherita!)).
Nel mio girovagare per Nelson mi sono imbattuto in non meno di 5 persone che avevo conosciuto sul Richmond Range: tutti erano tornati in città per riprendersi. E tutti erano riusciti a tornare con l'autostop. Maledetti.
Siccome non volevo approfittare troppo dell'incredibile gentilezza di miei amici, che tra l'altro continuavano a portarmi in macchina dove ne avessi bisogno, e siccome non volevo attendere troppo per ripartire, per non perdere di vista tutte le persone già conosciute sul percorso, giovedì pomeriggio ho prenotato l'autobus per tornare a St Arnaud e riprendere il cammino.
L'ultima sera ho mangiato a casa di Mattia con tutti gli altri dell'ottima pasta alle vongole (raccolte da loro!) e poi abbiamo guardato il film In Bruges, che mi è piaciuto un sacco.
La mattina dopo l'altro Mattia (quello che anche l'altra volta mi aveva portato all'inizio del sentiero) è venuto a prendermi in macchina per portarmi in centro a prendere l'autobus per tornare a St Arnaud.
Ciao Nelson, 'sta volta conto di non rivederti per un bel po'...

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