In salita e in discesa

Te Araroa parte quarta: da Arthur's Pass al fiume Rangitata

Ritrovare Chris all'inizio della Deception Valley è stato veramente un gran colpo di culo.
Primo, se non l'avessi incontrato molto probabilmente avrei saltato quella parte, che è stata una figata. E che se poi comincio a saltare pezzi finisce che ci prendo gusto e faccio autostop fino alla fine (tipo Soren e Justin, che da Arthur's hanno fatto autostop fino a Lake Tekapo).
Ma il motivo principale è che nei giorni a venire il Te Araroa viene tagliato da due grandi fiumi che non è possibile guadare, e i ponti più vicini sono a decine di chilometri. Arrivati al primo fiume, il Rakaia, viene dunque consigliato di fare autostop fino a Methven, un paese lì vicino dove comunque ha senso andare per fare rifornimento. Per tornare sul sentiero, visto che l'autostop è abbastanza impossibile, si può pagare un servizio di scuola bus che ti molli all'inizio del sentiero.
E questo è il primo fiume. Il secondo, il Rangitata, a cui si arriva tre giorni dopo, è abbandonato a sé stesso. Bisogna fare autostop, ma pare che non passi molta gente.
E qui entra in gioco Chris. Chris è neozelandese, quindi ci ha i contatti.
Ha chiamato degli amici di famiglia, che vivono in zona, e si è accordato per farsi venire a prendere e poi mollare giù dall'altra parte. E ha detto che se volevo ero il benvenuto ad approfittare del passaggio.
Figata.
Ma, cari amici, non è tutto rose e fiori come sembra. Quando non è il tempo meteorologico a metterci i bastoni fra le ruote, ci pensa il tempo cronologico.
Anzitutto lo scuola bus. Siamo partiti da Arthur's Pass di martedì, e per arrivare a Methven ci vogliono almeno tre giorni. Se non riusciamo a prendere lo scuola bus di venerdì dovremo aspettare fino al martedì successivo, visto che lunedì qui è festa*. Io tra l'altro a Methven contavo di fare un giorno di riposo, ma pare che non sarà così.
E poi Chris ha un importantissimo colloquio online per una borsa di studio il 12 febbraio, quindi per allora dovrà assolutamente trovarsi in un posto con una connessione internet affidabile, ovvero, pare, Lake Tekapo. Quindi ha fissato l'appuntamento per il passaggio in macchina per l'8 febbraio a mezzogiorno. Ah, chiaramente i telefoni non prendono, quindi dovremo essere là per allora.
Ah, ma senza tutti questi problemi a cosa penseremmo mentre si cammina?
*In realtà il giorno di festa non è lunedì, ma sabato. Ma qui in Nuova Zelanda, come anche in Australia, se la festività cade nel weekend la spostano al lunedì successivo.

Giorno 18 - Arthur's Pass > Hamilton Hut
La sezione del Te Araroa che ci accingiamo a percorrere è lunga 75 km, e dovremo essere fuori per giovedì all'ora di pranzo (dobbiamo andare a Methven a fare la spesa e poi il giorno dopo lo scuola bus parte alle 6 del mattino(!!!)). Per riuscire a venirne fuori in tempo quindi il programma della giornata prevedeva di unire le prima due tappe consigliate, la prima da 2-3 ore e la seconda da 7-8. In più dovevamo, dal villaggio, riconnetteci col sentiero, circa 6 km a sud. Fare autostop da Arthur's Pass sembra semplice, ma c'è un sacco di competizione. Quindi, dopo solo mezz'ora, ci siamo messi in cammino. Anche perché erano già le 10 e mezza e non potevamo perdere altro tempo.
Così facendo siamo arrivati alla fine della prima parte di sentiero, quella da 2-3 ore, alle 14 circa.
Abbiamo pranzato e ci siamo rimessi in cammino, con la prospettiva di una giornata lunghissima.
Il sentiero da lì partiva in salita, e la mancanza di M&M's si è fatta sentire.
Dopo circa due ore siamo giunti al primo Hut sul percorso, bello ma piccolissimo: un solo letto!
Da lì il sentiero scendeva per una valle lungo un fiume, fino a raggiungere un ponte sospeso. Lungo il sentiero ci siamo imbattuti in un altro Hut, che è probabilmente il peggiore visto finora. Tipo che mancava la porta. Ma vabbè, era vecchio, quindi ci sta. In genere gli Hut sono una figata.
Alle 20 circa siamo arrivati a Hamilton Hut, che appunto era un bel posto, anche se vista la tarda ora la gente già presente non ci ha accolti molto calorosamente.
Ho mangiato una doppia doppia porzione di cibo, più che altro perché lo zaino era stracarico di roba e dovevo alleggerirlo. Però dopo la giornata di cammino più lunga fino ad ora me l'ero anche meritata.

Giorno 19 - Hamilton Hut > Un posto a caso a bordo strada
Visto che la sera prima avevamo fatto tardi, la mattina ce la siamo presa comoda e siamo partiti verso le nove.
Dell'Hut erano 5-6 ore per scendere fino a Lake Coleridge. Il sentiero si congiungeva, come al solito, con un fiume e scendeva a valle. Ci sono stati dei momenti di incertezza quando i segnali sono spariti, e siamo dovuti ricorrere a bussola e mappa per trovare la via.
La fine della tappa era Lake Coleridge, ma il lago non si vedeva perché era tipo dietro una collina. Questa sarebbe stata la fine normale del sentiero, e per congiungersi alla sezione successiva c'erano 21 km su strada normale.
Io non avrei avuto grossi problemi a saltare questa parte, ma Chris è un through hiker, ovvero uno che non sgarra neanche di un metro, e quindi si sarebbe incamminato sulla strada.
In realtà è stato meglio così, perché almeno mi sono messo il cuore in pace e non ho nemmeno provato a fare autostop: non è passata nemmeno una macchina!
Siccome non dovevamo sbucare fuori dalla strada prima di mezzogiorno del giorno dopo, a un certo punto ci siamo fermati per la notte.
Avremmo dovuto piantare le tende, ma in cielo non c'era nemmeno una nuvola, quindi non ci siamo nemmeno presi la briga e abbiamo dormito sotto le stelle.
Per cena un'altra quadrupla porzione di cibo. Mi sa che sono l'unica persona che ingrasserà facendo il Te Araroa.

Giorno 20 - Un posto a caso a bordo strada > Methven
Dormendo all'aperto pensavamo che ci saremmo svegliati prestissimo e rimessi subito in cammino. Invece abbiamo dormito così bene che siamo partiti con mezz'ora di ritardo rispetto al solito, quindi, pensate un po', alle 7:30. Ma non c'era da preoccuparsi, perché come tutti i giorni alla fine di una parte di sentiero, anche questa giornata era abbastanza easy: prevedeva solo di arrivare fino a Lake Coleridge village, a tipo tre ore di cammino.
Il villaggio è piccolissimo e a quanto pare non ama i campeggiatori (c'erano un sacco di cartelli di divieto) e il suo edificio caratteristico (come nelle città dei videogiochi dei Pokémon) è una centrale idroelettrica costruita più di cent'anni fa.
Al villaggio abbiamo aspettato l'arrivo di Terry e Pam, gli amici di famiglia di Chris, e abbiamo constatato che era in effetti stata una buona idea quella di interpellarli anche per questa prima parte, visto che di macchine a cui chiedere un passaggio non se ne erano viste.
Terry e Pam sono una coppia di pensionati, 70-80 anni direi, che mi è parsa felicissima di avere qualcosa da fare.
In questa prima giornata (sarebbero poi venuti a prenderci anche per attraversare il secondo fiume) dovevano solo portarci a Methven, un paese abbastanza grande per gli standard dell'isola del sud, ma lungo la via ci siamo fermati varie volte ad ammirare punti d'interesse.
Giunti in paese Terry e Pam ci hanno portati in macchina nei vari posti dove dovevamo fermarci (supermercato, farmacia, negozio di roba da campeggio e ostello) e alla fine ci hanno proposto di fare un salto alla loro fattoria per vedere un po' cosa facevano là.
Una parte di me ha pensato "vabbè, se questo è il prezzo da pagare per il passaggio in macchina...", ma già sapevo che in realtà sarebbe stato interessante. In più sospettavo che ci sarebbe scappato un invito a cena.

Comunque il tuor della fattoria è stato una figata, e sono pure salito su una specie di trattore gigante (le ruote erano alte come me) che tirava su i semi dalla piantagione. Lì sopra ho conosciuto David, il figlio di Pam e Terry, che è stato simpaticissimo e ha riposto alle mille domande che mi erano venute in mente riguardo alla loro coltivazione. Tipo, tra le altre cose loro coltivano carote per venderne i semi (non la radice). Lo sapevate che dopo che un campo è stato usato per carote da seme non può più essere usato per quella stessa coltivazione per dieci anni? Pazzesco.
Com'era prevedibile la sera siamo stati invitati a cena da Terry e Pam. E che figata! Carne! Verdure! Sembrava un pranzo di Natale, con almeno 5 contorni diversi! E poi frutta e gelato! E birra! E tutto questo seduti a un vero tavolo, con dei piatti e delle posate! Incredibile!
Per le 20 siamo ritornati in ostello, che pareva un posto molto accogliente ma che purtroppo abbiamo potuto sfruttare per sole poche ore: il giorno dopo il nostro bus partiva alle 6.
In questo breve lasso di tempo avevamo tipo un miliardo di cose da fare. Io dovevo riparare i miei scarponi (nuovi lacci e nuove suole interne), sistemare il cibo, farmi la doccia, mangiare il cibo spazzatura che mi ero comprato (roba tipo patatine, buone ma che non ha senso portare sul sentiero)(sì, ho continuato a mangiare per tutta la sera) e altre cose così. In più alla televisione facevano Forrest Gump. Alla fine mi sono rimaste solo 6 ore per dormire.
Ah, mentre Terry ci riportava in ostello ci fa "Se ne avete tempo e voglia, quando vi veniamo a prendere al prossimo fiume... Lì vicino, a tipo 5 km..." e qui le mie orecchie si erano già drizzate "..possiamo andare a vedere Mt Sunday...". E io ho tipo urlato "SÌ! CAZZO, SÌ!!!" tra gli sguardi perplessi di Pam e Chris.
Mt Sunday è dove hanno ambientato Edoras nei film del Signore degli Anelli.

Giorno 21 - Methven > Double Hut
Sveglia alle 5 questa mattina, e come dei ladri siamo andati a fare colazione e poi siamo schizzati in strada senza fare (troppo) rumore. Fuori era ancora buio.
Siamo andati alla fermata ad aspettare lo scuola bus che ci avrebbe portato all'inizio del sentiero. Questo scuola bus si fa tipo 50 km ogni giorno per raccattare tutti i bambini della zona e portarli a scuola. Pare che servano una dozzina di bus per coprire tutta l'area, e in totale a scuola ci sono solo una settantina di studenti.
L'autista del bus era un hiker a sua volta, e aveva percorso diverse parti del Te Araroa, quindi ha saputo darci qualche consiglio per le sezioni a venire.
Siamo stati mollati a bordo strada alle 7 e abbiamo ripreso il nostro cammino.
La prima parte della giornata prevedeva la risalita lungo un fiume (mavà) fino ad un altopiano da dove poi si proseguiva per un'oretta verso il primo rifugio.
Siamo arrivati là verso le 11:30, e sebbene io bramassi un giorno di riposo da tipo due settimane era davvero troppo presto per fermarsi.
La seconda parte del sentiero però sembrava parecchio impegnativa, con i segnali molto distanti tra loro, un fiume da risalire e una sella da scavalcare. In tutto 7 ore di cammino. Ma oh, tanto se non lo facciamo oggi lo dobbiamo fare domani, quindi tanto vale mettersi in cammino.
La risalita del fiume è stata abbastanza semplice e divertente (ormai siamo degli esperti), ma giunti al passo le cose si sono fatte decisamente più impegnative.
Bisognava camminare in un prato la cui erba era alta come noi, il che già rendeva difficile individuare i segnali. Inoltre sotto il livello del suolo scorreva un ruscello, per cui spesso c'erano dei buchi profondi anche un più di un metro. Bisognava praticamente saltare da una zolla all'altra tastando prima il terreno col bastone per accertarsi che reggesse.
Dall'altro lato le cose non sono migliorate: il sentiero andava ad infilarsi dritto nei rovi.
Ci sono due tipi di piante spinose qui in Nuova Zelanda. Una, che chiameremo Pianta Stronza, e formata da cespugli pieni di spine. L'altra, la Pianta Infame, è più bassa e ha delle lunghe foglie durissime che sembrano delle lame e hanno delle punte micidiali.
Inizialmente pensavo che le Piante Stronze fossero insopportabili, ma ora della fine mi sono trovato a camminare direttamente in mezzo a loro pur di evitare le Piante Infami.
Scendendo dall'altra parte della montagna comunque il paesaggio cambia completamente, e diventa erboso e pianeggiante. Si aveva veramente la sensazione di essere a Rohan.
Siamo arrivati al rifugio alle 19, completamente cotti (a un certo punto ho pure sbagliato strada). Era stato davvero un giorno lunghissimo. Però ehi, i primi giorni sul Richmond Range facevo 15 km e mi pareva tanto, oggi ne avevamo fatti ben 30!
La sera ho finalmente cambiato il menù della cena, passando dal riso dello Zio Ben alla pasta!
Il menù prevedeva Maccaroni&Cheese con l'aggiunta di piselli disidratati, altro formaggio e salamino. Una cena incredibile.

Giorno 22 - Double Hut > Potts River carpark
Eravamo solo io e Chris a dormire a Double Hut. Durante la notte avevo sentito il rumore di qualcuno che trafficava con il gancio della porta, ma avevo semplicemente pensato che fosse Chris che andava in bagno.
Invece la mattina dopo Chris mi ha detto che pensava che fossi io.
Paura.
Il percorso del giorno era lungo, ma non particolarmente impegnativo. Primo, 15 km per finire la tappa, poi 4-5 km su strada per connettersi al sentiero successivo, e infine da lì erano altri 21 km per arrivare alla fine del sentiero. Il progetto era di andare più avanti che potevamo, di modo da avere meno strada possibile il giorno seguente e riuscire ad arrivare presto in paese per telefonare a Terry e chiedergli di venirci a prendere un giorno prima (eravamo appunto un giorno in anticipo).
A parte un paio di colline da scavalcare, che a quanto pare non possono mai mancare, il sentiero filava via veloce in pianura. Verso le 16 eravamo già a 7 km dall'uscita, e abbiamo cominciato a cercare un posto per campeggiare.
Purtroppo però a questo punto la pianura non ha più giocato a nostro vantaggio, non offrendoci infatti la minima copertura contro il vento che tirava.
In più dovevamo anche trovare una fonte d'acqua, quindi abbiamo continuato a camminare e siamo giunti alla fine del sentiero! 40 km! E non erano neanche le 18!
Non pago di tutto questo, Chris ha deciso di andare in paese quella sera stessa per telefonare! (Altri 6 km a piedi!)
Ci siamo accampati nel parcheggio alla fine dal sentiero, e finalmente ho montato la mia tenda in tutto il suo splendore!
Al suo ritorno Chris ha detto che Terry e Pam che sarebbero arrivati la mattina seguente alle 10. Splendido.
E in tutto questo in lontananza si vedeva Edoras!
Durante la notte la mia tenda è stata attaccata un paio di volte da qualche animale, suppongo un opossum*, mentre Chris non ha avuto nessun problema.
È la seconda notte di fila che vengo "attaccato" mentre dormo. Devo preoccuparmi?
Anyway ci terrei a far notare che le Trail notes dicevano che ci vogliono 4 giorni a completare quest'ultima sezione, e noi l'abbiamo fatta in due!
* Tutti mi dicono che qui in Nuova Zelanda ci sono gli opossum, ma in due mesi non ne ho visto uno. In Australia erano tipo dappertutto. Mah.

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